264 Seconda Parte.
r dbrits. la sagrestìa maggiore , insieme con tutto' il corpo della chiesa ; sebbene non volleroe H rimanente dell» concorrere altri, che sette casati appunto , perché gli altri non ave-chiesa . vano il modo, e furono questi, Rondinelli, Ginori, dalla Stufa , Nero-
ni , Ciai , Marignolli, Martelli, e Marco di Luca, e queste cappellesi avevano a fare nella croce . La sagrestia fu la prima cosa a tirarsi inan-zi, e la chiesa poi di mano in mano . E per la lunghezza della chiesa sivenne a concedere poi di mano in mano le altre cappelle a’ cittadinipur popolani. Non su finita di coprire la sagrestia, che Giovanni de’Medici passò ali’ altra vita , e rimase Cosimo suo figliuolo, il qualeavendo maggior animo, che il padre, dilettandosi delle memorie , fe-ce seguitar questa , la quale sii la prima colà , eh* egli facesse murare ,égli recò tanta delcttazione, che egli da quivi innanzi sempre finoalla morte fece murare - Sollecitava Cosimo questa opera con più caldez-za , e mentre s’imbastiva una cosa , faceva finire 1 ' altra . E avendo pre-so per ispasiò questa opera , ci stava quasi del continuo; e causò la suatilitfo con,fìsce Ut- sollecitudine , che Filippo fornì la sagrestia , e Donato fece gli stucchi,[nzrestiA , , Donato e così a quelle porticciuole 1 ’ ornamento di pietra, e le porte di bron»■vi fa lavori. zQ . Ffece far lasepoltura di Giovanni suo padre lotto una gran tavoladi marmo retta da quattro balaustri in mezzo della sagrestia, dove siparano i preti : e per quelli di casa sua nel medesimo luogo fece separatala sepoltura delle femmine da quella de’maschi. Ed in una delle ditestanzette , che mettono in mezzo 1’ altare della detta sagrestia, fece >inun canto un pozzo , ed il luogo per un lavamani. E insemina in questafabbrica si vede ogni cosa fatta con molto giudizio. Avevano Giovan-ni , e quelli altri ordinato , fare il coro nel mezzo sotto la tribuna.Cosimo lo rimutò col voler di Filippo , che fece tanto maggiore la cap-pella grande , che prima era ordinata una nicchia più piccola, chee’ vi si potette fare il coro , come sta al presente : e finita, rimase a fa-re la tribuna del mezzo, ed il resto della chiesa. La qual tribuna, edil resto non si voltò, se non dopo la morte di Filippo. Questa chieseè di lunghezza braccia 144. e vi si veggono molti errori, ma fra gli altriquello delle colonne messe nel piano senza mettervi sotto un dado -,che suste tanto alto , quanto era il piano delle base de’ pilastri posatiErrore di chi mise ^ j e g ca j e (-ose , che al vedere il pilastro più corto , che la colon-desola sua morte, na , fa parere zoppa tutta quell opera. E di tutto furono cagione 1consigli di chi rimase dopo lui, che avevano invidia al suo nome, eche in vita gli avevano fatto i modelli contro, i quali nientedime-no erano stati, con sonetti fatti da Filippo, svergognati ; e dopo lamorte con questo se ne vendicarono , non solo in quest’ opera , main tutte quelle-, che rimasene da lavorarsi per loro . Lasciò il model-lo , e parte della calonaca de’ preti di esso s. Lorenzo finita , nellafa il disegno delPa- quale fece il chiostro lungo braccia 144. Mentre che questa fabbricalat.-c.o di Cosmo Me - fi lavorava , Cosimo de' Medici voleva far fare il suo palazzo , e cosìà * ne disse l’animo suo a Filippo , che posta ogni altra cura da canto-, -gli
fece