Vita di Filippo Brunelleschi . 2§z
de’canonici regolari di Fielble a Cosimo de’ Medici ; la quale è mol-to ornata architettura , comoda » e allegra* ed insomma veramente^,magnifica. La chiesa , le cui volte sono a botte , è sfogata » e la sa-oreitia ha i suoi comodi, siccome La tutto il resta del monasterio . Equello, che importa » è da considerare, che dovendo egli nella scesa diquel monte mettere quello redifizio io piano » sì sèrvi di ciò con moltogiudicio, facendovi cantane, lavatoi, forni, stalle » cucine» stanzeper legne, ed altre tante comodità » che non è possibile veder me-glio ; e così mise in piano la piatita dell' edifizio ; onde potette a unpari fare poi le logge , il refettorio » l'infermeria » il noviziato » ildormentorio , la libreria * e l'altre stanze principali d’un monasterio .
11 che tutto fece a sue spese il magnifico Cosimo de’Medici sì per la pietà,che sempre in tutte le cose ebbe verso la religione cristiana » e sì perss astèrsone, che portava a Don Timoteo da Verona, eccellentissimo pre-dicatore di quel!’ Ordine ; la cui conversazione per meglio poter gode-re , sece anco molte stanze per se proprio in quel monasterio, eviabitava a suo comodo. Spese Cosimo in questo edifizio , come si vedein una iscrizione, cento mila fèudi. Disegnò similmente il modellodellasortezzadi Vico Pisano : ed a Pisa disegnò la cittadella vecchia; F ortcmdìvla n-e per lui su fortificato il ponte a mare » ed egli similmente diede il di- sano . * cittadella,segno alla cittadella nuova, del chiudere il ponte con le due torri .
Feee similmente il modello della fortezza del porto di Peserò . E ritor- ama?e°™l,se S nadd-nato a Milano, disegnò molte cose per il duca, e per il duomo di detta la cittadella mova »città a’ maestri di quello - Era in questo tempo principiata la chiesa di e fittela des. Lorenzo di Fiorenza per ordine de’ popolani i quali avevano il F 's tro 'priore fatto capomaestro di quella fabbrica , persona » che faceva pro-fessione d’intendersi , e si andava dilettando dell’ architettura per pas- disegni in Milanofàcempo . E già avevano cominciata la fabbrica di pilastri di mattoni,quando Giovanni di Licci de’ Medici, il quale aveva promesso a’ popo-lani 3 ed al priore , di far fare a site spese la sagrestia, ed una cappella ,diede da desinare una mattina a Filippo, e dopo molti ragionamenti lidimandò del principia di $. Lorenzo , e quel che gli pareva . Fu co-stretto Filippo da’prieghi di Giovanni a dire il parer soo » e per dir-gli il vero lo biasimò in molte cose, come ordinato da persona , che ave-va forse più lettere, che sperienza di fabbriche di quella sorta. La- fidbrfc* diT^ierH^onde Giovanni dimandò Filippo , se si poteva far cosa migliore , e di M i n Tinnz.e.più bellezza ; a cui Filippo disse : Senza dubbio . E mi maraviglio di voi,che essendo capo non diate bando a parecchi migliaja di scudi, e faccia-te un corpo di chiesa con le parti convenienti ed al luogo, editan-ti nobili sepoltuarj, che vedendovi cominciare, seguiteranno le lorcappelle con tutto quel, che potranno, e massimamente , che altroricordo di noi non resta, salvo le muraglie » che rendono testimonio dichi n’ è stato autore , centinaia, e migliaja d’anni. Inanimito Gio-vanni dalle parole di Filippo, dellberò fare la sagrestia, eia cappella