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Tomo primo.
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266
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266 Seconda-Parts.

Fiorenzà per consiglio dell’ Illustrisi, sig. duca Cosimo Tuo consorte ,e vi si allargò tanto intorno, che vi ha fatto un giardino grandissi-mo , parte in piano , e parte in monte , e parte in costa , e l’ha ri-pieno con bellissimo ordine di tutte le sorte arbori domestici, e sal-vatichi, e fattovi amenissimi boschetti d’infinite sorte verzure, che ver-deggiano d’ogni tempo , per tacere 1* acque , le fonti, i condottiî vivai, le frasconaie , e le spalliere, ed altre infinite coso veramenteda magnanimo Principe ; le quali tacerò , perché non è possibile , chechi non le vede, le posta immaginar mai di quella grandezza, e bellez-za , che sono r . E di vero al duca Cosimo non poteva venire alle manialcuna cosà più degna della potenza , e grandezza dell’ animo suo ,di questo palazzo, il quale pare , che veramente suste edificato daM. Luca Pitti per sita Eccellenza Illustrissima col disegno del Brunel-lesco . Lo lasciò M. Luca imperfetto per li travagli, eh’ egli ebbe perconto dello Stato; e gli eredi, perché non avevano modo a finirlo,acciocché non andasse in rovina , furono contenti di compiacerne las.t»,ane mferfitto » A^ora duchessa » la quale » mentre viste, vi andò sempre spenden-do , ma non però in modo, che poteste sperare di cosi tosto finirlo.Ben è vero , che se ella viveva, era d’animo » secondo che già in-tesi , di spendervi in un anno solo quaranta mila ducati per vederlo »se non finito , a bollissimo termine » E perché il modello di Filipposì ' non è trovato, n’ha fatto fare sua Eccellenza un altro a Bartolom-duto il modello del meo Ammanati scultore, ed architetto eccellente, e secondo quello si vaSrumllesco . lavorando, e già è fatto una gran parte del cortile d’opera rustica, simi-le al di fuori. E nel vero chi considera la grandezza di quest’ ope-ra, stupiste , come poteste capire nell’ ingegno di Filippo cosi gran-de edifizio , magnifico veramente , non solo nella facciata di fuori ,ma ancora nello fpartimento di tutte le stanze . Lascio stare la veduta ,eh’ è bellissima , e il quasi teatro , che sanno l’amenissime colline , chesono intorno al palazzo verso le mura ; perché , com’ ho detto, fareb-be troppo lungo voler dirne a pieno , né potrebbe mai niuno, che nolvedesse , immaginarsi , quanto sia a qualsivoglia altro regio edifizio su-periore -

Dicesi ancora, che gì’ingegni del paradiso di s. Felice in piazzanella detta città, furono trovati d<f Filippo per fare la rappresenta-zione , ovvero festa della Nunziata in quel modo , che anticamente aFirenze in quel luogo si costumava di fare. La qual cosà in vero eramaravigliosa , e dimostrava V ingegno , e s industria di chi ne su inven-tore . Perciocché si vedeva in alto un cielo pieno di figure vive mo-versi , ed una infinità di lumi quasi in un baleno scoprirsi , e ricoprir-si . Ma non voglio, che mi paja fatica raccontare come gì’ingegni diquella macchina stavano per appunto ; atteso che ogni cosa è andatamale , e sono gli uomini spenti, che ne sapevano ragionare per espe-rienza ; senza speranza , che s’abbiano a rifare : abitando oggi quel luo-go non

I Descrizione dell' Imperiai giardino di Boarii sitin da Gustano Zambiagi

Firenze 1757. in S.