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Tomo primo.
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Vita di Filippo Brunelleschi. 269

chi aveva bisogno di far fabbriche , per avere disegni, e modelli di ma-no di tanto uomo , e si adoperavano perciò amicizie , e mezzi grandissi-mi . Onde infra gli altri desiderando il marchese di Mantoa d’ averlo ,ne ferisse alla Signoria di Firenze con grande istanza, e così da quellagli fu mandato là , dove diede disegni di fare argini in fui Po 1’ an-no 1445 - e alcune altre cose , fecondo la volontà di quel principe , che

10 accarezzò infinitamente : usando dire, che Fiorenza era tanto degnad’avere Filippo per suo cittadino , quanto egli d'aver sì nobile , e bel-la città per patria . Similmente in Pisa il conte Francesco Sforza, e Nic-colò da Pisa, restando vinti da lui in certe fortificazioni , in sita presen-za lo commendarono , dicendo , che se ogni Stato avesse un uomo similea Filippo, si potrebbe tener sicuro senza arme - In Fiorenza diedesimilmente Filippo il disegno della casa de’ Barbadori allato alla torrede’ Rossi in borgo s. Jacopo , che non fu messa in opera : e così anco sece

11 disegno della casa de’ Giuntini in sitila piazza d’Ognissanti sopraArno. Dopo , disegnando i capitani di parte Guelfa di ^Firenze difare uno edifizio, e in quello una sala, ed una udienza per quel magi-strato , ne diedero cura a Francesco della Luna, il quale cominciatol’opera , 1’ aveva già alzata da terra dieci braccia, e fattovi molti erro-ri , quando ne su dato cura a Filippo, il quale ridusse il detto palazzo aquella forma , e magnificenza , che si vede . Nel che fare ebbe a compe-tere con il detto Francesco, che era da molti favorito , siccome semprefece , mentre che visse, or con questo , ed or con quello, che facendo-gli guerra lo travagliarono sempre : e bene spesso cercavano di farsi ono-re con i disegni di lui ; il quale in fine si ridusse a non mostrare alcunacosa , e a non fidarsi di nessuno. La sàia di questo palazzo oggi non ser-ve più a i detti capitani di Parte , perché avendo il diluvio dell’ an-no 1557 - fatto gran danno alle scritture del monte, il sig. duca Cosimo ,per maggior sicurezza delle dette scritture , che sono di grandissimaimportanza , ha ridotte quelle , e il magistrato insieme nella detta sa-la - E acciocché la soala vecchia di questo palazzo serva al detto magi-strato de’ capitani, il quale separatosi dalla detta sala, che serve almonte , si è in un’ altra parte di quel palazzo ritirato ; su fatta da Gior-gio Vasari, di commessone di sua eccellenza la comodissima scala ,che oggi va in su la detta sala del monte. Si è fatto similmente col dise-gno del medesimo un palco a quadri, esattolo posare, secondo l’ordi-ne di Filippo, sopra alcuni pilastri accanala» di macigno. Era una quare-sima in s. Spirito di Fiorenza stato predicato da maestro Francesco Zop-po , allora molto grato a quel popolo ; e raccomandato molto il conven-to , lo studio de’ giovani, e particolarmente la chiesa arso in que’ dì :onde i capi di quel quartiere Lorenzo Ridolfi, Bartolommeo Corbinelli,Neri di Gino Capponi, e Goro di Stagio Dati, ed altri infiniti citta-dini ottennero dalla signoria di ordinare, che si rifacesse la chiesa di

s. Spirito, e ne feciono provveditore Stoldo Freicobaldi. Il quale per

lo in-

Riehiejio dal mar•iheft di Mantova ,ripara argini e fitti*fieaùrni .

Disegni d'altre fab*foie he .