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Tomo primo.
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274
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Brunelleschi*

274 Seconda Parts.

midamente con dolcezza la persona a una onestissima reverenza , conbellissima grazia rivolgendosi a chi la saluta ; di maniera chè le le scor-ge nel viso quella umiltà , e gratitudine , che del non aspettato donosi deve a chi lo sa , e tanto più , quanto il dono è ma giore . Dimostròoltra questo Donato ne’ panni di essa Madonna, e dell’ angelo lo esse-re bene rigirati, e maestrevolmente piegati, e col cercare l'ignudodelle ligure , come e’ tentava di scoprire la bellezza de gli antichi, sta-ta nascosa già cotanti anni . E mostrò tanta facilità, e artifizio in quest’opera» che insomma più non si può dal disegno » e dal giudizio» dalloscarpello » e dalla'pratica desiderare. Nella chiesa medesima sotto iltramezzo» alato alla storia di TaddeoGaddi » fece con straordinariaGretîfjso di Ugno f at j ca un Crocifisso di legno » il quale » quando ebbe finito » parendo-tnccmto «, uffa aver Fatto una cosa rarissima » lo mostrò a Filippo di ser Brunellescosuo amicissimo per averne il parere suo ; il quale Filippo » che per leparole di Donato aspettava di vedere molto miglior cosa » come Io vi-de » sorrise alquanto. Il che vedendo Donato, lo pregò» per quantaamicizia era fra loro » che gliene dicesse il parer suo ; perché Filippo »che liberalissimo era, rispose » che gli pareva » che egli avesse messo incroce un contadino » e non un corpo simile a Giesù Cristo » il quale fudelicatissimo» ed in tutte le parti il più perfetto uomo» che nascesse giam-mai . Udendosi mordere Donato » e più a dentro » che non pensava »dove sperava essere lodato ; rispose , se così facile fosse fare » come giu-dicare » il mio Cristo ti parrebbe Cristo > e non un contadino ; peròpiglia del legno » e prova a farne uno ancor tu . Filippo » lenza più far-ne parola , tornato a casa » senza che alcuno lo sapesse » mise mano afare un Crocifisso ; e cercando di avanzare » per non condannar il pro-prio giudizio » Donato » lo condusse dopo molti mesi a somma perfe-zione . E ciò fatto invitò una mattina Donato a desinar seco » e Donatoaccettò l'invito » e così andando a casa di Filippo di compagnia » arri-vati in mercato vecchio » Filippo comperò alcune cose » e datele a Do-nato» disse : Avviati con queste cose a casa, e lì aspettami, che io ne ven-go or ora. Entrato dunque Donato in caia , giunto che fu in terreno ,vide il Crocifisso di Filippo a un buon lume, e fermatosi a considerar-lo , lo trovò così perfettamente finito » che vinto » e tutto pieno di stu-pore » come fuor di se » aperse le mani , che tenevano il grembiule .Onde cascatogli E uova , il formaggio , e 1’ altre robe tutte , si ver-sò , e fracassò ogni cosa, ma non restando però di far le maraviglie , eVonaato ne stupisci . si ar come insensato . Sopraggiunto Filippo, ridendo disse : Che disegnoè il tuo Donato ? che desineremo noi, avendo tu versato ogni cosa ? Ioper me , rispose Donato , ho per istamani avuta la parte mia , se tuvuoi la tua , pigliatela. Ma non più . A te è conceduto fare i Cristi, ea me i contadini - Fece Donato nel tempio di s. Giovanni della medesi-SesAturn di Tapa-> ma città la sepoltura di Papa Giovanni Coscia , stato deposto del ponti-

,n S ' G ‘°' ficato dal Concilio Costanziese ; la quale gli su fatta fare da Cosimo de’* Medi-

Che nes* tino a con-correm ,#.