Tìgurt artìjìciestft-me .
statue di s. dietro edi s, Marea .
Statua di /.Giorgio .
276 Seconda Paute.
figure abozzate , come si è detto, che a guardarle pare veramente , chesiano vive , e si muovano. Onde di costui si può dire , che tanto lavo-rasse col giudizio > quanto con le mani ; attesoché molte cose si lavo-rano 5 e pajono belle nelle stanze , dove son fatte, che poi cavate di qui-vi, e messe in un altro luogo , e a un altro lume, o più alto, fannovaria veduta, e riescono il contrario di quello , che parevano . LaddoveDonato faceva le sue figure di maniera, che nella stanza > dove lavorava,non apparivano la metà di quello, che elle riuscivano migliori ne' luo-ghi , dove eli’ erano poste. Nella sagrestia nuova, pur di quella chie-sa , fece il disegno di que’ fanciulli, che tengono i festoni, che giranoin torno al fregio : e così il disegno delle figure , che si seciono nel ve-tro dell’ occhio , che è sotto la cupola, cioè quello , dove è la incoro-nazione di nostra Donna , il quale disegno è tanto migliore di quelli 5che fono ne gli altri occhi, quanto manifestamente si vede . A s. Miche-le in orto di detta città lavorò di marmo per sarte de’beccai la sta-tua del s. Piero, che si vede , figura savissima , e mirabile : e per 1’ ar-te de’ linajuoli 1 il s. Marco Evangelista , il quale avendo egli tolto a fa-re insieme con Filippo Brunelleschi, finì poi da se , essendosi così Fi-lippo contentato. Questa figura fu da Donatelle con tanto giudizio la-vorata , che estèndo in terra , non conosciuta la bontà sita da chi nonaveva giudizio, su per non essere da i consoli di quell’ arte lasciata porrein opera ; per il che distè Donato, che gli lasciassero metterla su 3 chevoleva mostrare, lavorandovi attorno, che un’ altra figura , e non piùquella, ritornerebbe . E così fatto la turò per quindici giorni, e poi sen-za altrimenti averla tocca la scoperse , riempiendo di maraviglia-,ognuno.
AH’ arte de’ corazzai fece una figura di s. Giorgio armato vivissi-ma , nella testa della quale si conosce la bellezza nella gioventù, l’ani-mo , ed il valore nelle armi, una vivacità fieramente terribile , e unmaraviglioso gesto di muoversi dentro a quel sasso z . E certo nelle fi-gure moderne non s’ è veduta ancora tanta vivacità , né tanto spiritoin marmo , quanto la Natura , e l’arte operò con la mano di Donatoin questa - E nel basamento 3 , che regge il tabernacolo di quella , la-vorò
1 La magnifici fabbrica d’ Orsanmichele ,«he merlerebbe pensiero a un Sovrano,fu saccaa spese delle principali arti di Firenze , quin-di è che ne’fondamenti zeccaci il di a-.diLuglio 13,7. rifurono alerei zeccare dellemonete d’ oro > e d’ argento con 1’ iscrizionefjt magnificenti» bopuh fior. artium , A ar~tifictlm oflendatur ; e quindi è , che nellenicchie , che sono in ciascuna delle quattrofacciate elìcette ogni arce vi volle far fare lastatua del suo Santo protettore, o di marmo ,■a di bronzo . V. il Sig, Manni tom.ai. k l 0/.Ve' Sigilli »
a E' cotanto eccellente questa statua , einsieme d’ una semplicità ali’ uso degli antichiGreci , che fu per istudio dell’ AccademiaReale di Francia stabilita in Roma fatta for-mare per ordine del Cavalier Niccolò Uleu-ghlcs , che n’ era direttore . E FrancescoBocchi compose il seguente libro intitolato :Eccellenza della statua di s. Giorgio del Do-na testo . Firenze i 58}. in 8.
3 Attesto basso rilievo non è più sotto lastatua di s. Giorgio > perché essendo la nic-chia , dove fu da prima collocata, poco fonda,la statua era percossa dadi'acqua, onde con
som-