Ripara il palantedella Signoria , cheminacciava ruina .
Cortile ristorato
N neve stante nel pa-lante ,
2SS Seconda Parte.
perché alcune colonne del cortile pativano , o fusse ciò* perché il troppopeso di sopra le caricaste, o pure il fondamento debole , e bieco, e forseancora perché erano di pezzi mal commessi» e mal murati. Ma qua-lunque di ciò suste la cagione , ne lù dato cura a Michelozzo, il qualevolentieri accettò l’impresa, perché in Venezia presto a s. Barnaba ave-va provveduto a un pericolo simile in questo modo . Un gentiluomo , ilquale aveva una cala, che stava in pericolo di rovinare , ne diede la cu-ra a Michelozzo ; onde egli ( secondo che già mi disiò MichelagnoloBonarroti ) fatto fare segretamente una colonna , e messi a ordine pun-telli asiài s cacciò il tutto in una barca j ed in quella entrato con alcu-ni maestri , in una notte ebbe puntellata la casa , e rimessa la colonna.Michelozzo dunque da questa sperienza fatto animoso , riparò al pe-ricolo del palazzo , e fece onor a se , ed a chi 1' aveva favorito in farglidare coiai carico , e rifondò , e rifece le colonne in quel modo, che og-gi stanno : avendo fatto prima una travata spessa di puntelli, e di legnigrossi , per lo ritto, che reggevano le contine de gli archi, fatti dipancone di noce , per le volte, che venivano del pari a reggere unita-mente il peso , che prima sostenevano le colonne : ed a poco a poco ca-vate quelle , che erano in pezzi mal commessi, rimestò di nuovo 1' altredi pezzi j lavorate con diligenza» in modo che non patì la fabbricacosa alcuna , né mai ha mosto un pelo. E perché si riconoscessimo le suecolonne dall’ altre » ne fece alcune a otto facce in su’ canti con capitelli »che hanno intagliate le soglie alla foggia moderna , e altre tonde » lequali molto bene si riconoscono dalle vecchie » che già vi fece Arnolfo.Dopo » per consiglio di Michelozzo » da chi governava allora la città siiordinato» che si dovesse ancora sopra gli archi di quelle colonne scari-care » ed alleggerire il peso di quelle mura » che vi erano » e rifar dinuovo tutto il cortile da gli archi in so » con ordine di finestre alla mo-derna » simili a quelle » che per Cosimo aveva fatto nel cortile del pa-lazzo de’ Medici : e che si Igraffisse a bozzi per le mura » per mettervique’ gigli d'oro > che ancora vi si veggono al presente ; il che tutto fe-ce far Michelozzo con prestezza; facendo al diritto delle finestre didetto cortile nel secondo ordine alcuni tondi » che variassimo dalle fi-nestre suddette » per dar lume alle stanze di mezzo » che son sopra alleprime » dov’ è oggi la sala de’ Dugento . Il terzo piano poi » dove abita-vano i signori ed il gonfaloniere » fece più ornato» spartendo in fila » dal-la parte di verso s. Piero Scaraggio » alcune camere per i signori , cheprima dormivano tutti insieme in una medesima stanza» le quali came-re furono otto per i signori » ed una maggiore per il gonfaloniere » chetutte rispondevano in un andito » che aveva le finestre sopra il cortile .E di sopra f ce un altro ordine di stanze comode per la famiglia del pa-lazzo; in una dalle quali » dove è oggi la depositeria » è ritratto ginoc-chioni dinanzi a una nostra Donna Carlo figliuolo del re Roberto du-ca di Calavria di mano di Ciotto - Vi fece similmente le camere de’
don-