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Tomo primo.
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302
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Palano , , chiesa, dis. Marco .

Chiesa di Loreto «

Torna a Napoli.

Morto di Giuliano ,» fi* 1 * sepoltura onore-vole .

302 Seconda Parte.

dinò nel primo cortile del palazzo di s. Piero le logge di trevertino ,con tre ordini di colonne ; la prima nel piano da bailo , dove sta oggiil piombo j ed altri uffizj : la seconda di sopra, dove sta il Datario, ed al-tri prelati : e la terza , ed ultima , dove sono le stanze , che rispondonoin sul cortile di s. Piero, le quali adornò di palchi dorati, ed’altriornamenti. Furono fatte similmente col suo disegno le logge di marmo,dova il Papa dà la benedizione, il che su lavoro grandissimo , come an-cor oggi si vede. Ma quello , eh’ egli fece di stupenda maraviglia, piùche altra cosa, su il palazzo , che fece per quel Papa , insieme con lachiesa di s. Marco di Roma ; dove andò una infinità di trevertini, chefurono cavati, fecondo che si dice, di certe vigne 1 vicine ali’arcodi Costantino, che venivano a estere contraffòrti de’ fondamenti di quel-la parte del colosseo, eh’ è oggi rovinata, forse per aver allentato quell’edifizio. Fu dal medesino Papa mandato Giuliano alla Madonna diLoreto , dove rifondò , e fece molto maggior il corpo di quella chiesa ,che prima era piccola , e sopra pilastri alla salvatica ; ma non andòpiù alto , che il cordone , che vi era nel qual luogo condusse Benedettosuo nipote , il quale, come si dirà, voltò poi la cupola . Dopo essendoforzato Giuliano a tornare a Napoli per finire 1 ’ opere incominciate ,gli su allogata dal re Alfonso una porta vicina al castello , dove anda-vano più d’ottanta figure, le quali aveva Benedetto a lavorar in Fioren-za : ma il tutto, per la morte di quel re, rimase imperfetto , e ne sonoancora alcune reliquie in Fiorenza nella Misericordia, ed alcune altren’ erano al canto alla macine a’ tempi nostri ; le quali non so, dove oggisi ritrovino. Ma inanzi, che morisse il re , morì in Napoli Giuliano dietà di 70. anni , e su con ricche estèquie molto onorato, avendo il refatto vestire a bruno 50. uomini, che P accompagnarono alla sepoltura ,e poi dato ordine, che gli suste fatto un sepolcro di marmo . Rimase

Polito

stri > e non sopra colonne » e le pitture , glistucchi, e gli altri ornati sono di Gio.daUiìnc sotto la direzione di Raffaello. NellaDescrizione del palazzo Vaticano fi attribui-sce quello cortile a Guglielmo da Majano,scambiando it nome » ma da chi terminò quel-la descrizione lasciata imperfettissima dal sa-ia , c fece 1* Indice , fu in esso Iodice corret-to . Pone il medesimo Taja la fabbrica di que-sto eorcilc nel i+dj. cioè 1 1. anni dopochéGiuliano secondo il Valiti era morto. Dicepoi, che tutto quello, che aveva fatto Giu-liano, fu buttato * terra da Bramante , e daRaffaello. Vedi quivi a care. laa. II VasariBeila Vita di Kaffiellc parlando di quelle log-ge. dice, che Raffaello ampliò il disegno diTramante, ma non parla di Giullan» »

1 Di qui nacque la favola » che per far ilpalazzo di i. Marco fu demolito il Colosseodalla parte di Ponente ► Il Vasai» nostra di

credere, che il Colosseo rovinasse da se nell*essergli stati levati i contrafforti per far que.sto palazzo. Ma quella rovina c più antica »come dicono quelli , che hanno scritto diquesto anfiteatro, e particolarmente il Ma-rangoni nei suo Anfiteatro Flavio .

Ne credo vero quel che dice il Vasari » che ìtravertini scavati in quelle vigne fossero îcontrafforti de’ fondamenti » ma tengo percerto , che nel demolire questa gran parte diColosseo , quell* immensità di travet tini , chela componevano, solfe dispersa per le dette vi-gne , e che a poco a poco , come segue » coltempo venisse da se da se a sotterrarli, e diquivi poi sofferò cavaci per far questo palaz-zo j e lo stello seguisse nell* edificare il pa-lazzo Farnese » di cui pel volgo li sparse lastessa favola » che si sente ripetere ancora »che Paolo III. facesse disfare il Colosseo perfabbricare il suo palata» ,