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Tomo primo.
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Vita di Pietro della Francesca . zo§ce , che si vede dinanzi , di dietro , e dagli lati il sondo s e la boc-ca : il che è certo colà stupenda, avendo in quello sottilmente tiratoogni minuzia , e fatto scortare il girare di que’ circoli con molta gra-zia . Laonde, acquistato che si ebbe in quella Corte credito , e no-me , volle farsi conoscere in altri luoghi ; onde andato a Peserò , e An-cona , in sul più bello del lavorare Tir dal Duca Borso chiamato a Fer-rara , dove nel palazzo dipinse molte camere , che poi furono rovinatedal Duca Ercole vecchio per ridurre il palazzo alla moderna ; di ma-niera che in quella città non è rimalo di man di Piero se non unacappella in s. Agostino, lavorata in fresco : e anco quella è dallaumidità mal condotta. Dopo , estendo condotto a Roma, per PapaNiccola V- lavorò in palazzo due storie nelle camere di sopra a concor-renza di Bramante da Milano , le quali furono similmente gettate perterra 1 da Papa Giulio II. perché Rastàelle da Urbino vi dipignesse laprigionia di s. Piero, e il miracolo del corporale di Bolsona, insieme conalcune altre, che aveva dipinte Bramammo pittore eccellente de’tempisuoi 2 . E perché di costui non posso scrivere la vita, né P opere partico-. lari , per estere andate male ; non mi parrà fatica, poiché viene a pro-posito , far memoria di costui, il quale nelle dette opere , che furonogettate per terra, aveva fatto, secondo che ho sentito ragionare, alcu-ne teste di naturale sì belle , e sì ben condotte, che la sola parola manca-va a dar loro la vita . Delle quali teste ne sono assai venute in luce , per-ché Rastàelle da Urbino le fece ritrarre per avere l’effigie di coloro, chetutti furono gran personaggi • Perché fra essi era Niccolò Fortebraccio,Carlo VII. re di Francia, Antonio Colonna principe di Salerno , Fran-cesco Carmignuola, Giovanni Vitellesco, Beslàrione cardinale, Fran-cesco Spinoso, Batista da Canneto ; i quali tutti ritratti furono datial Giovio da Giulio Romano, discepolo , ed erede di Rastàelle da Urbi--no , e dal Giovio posti nel suo museo a Como. In Milano sopra la por-ta di s. Sepolcro ho veduto un Cristo morto di mano del medesimo fat-to in iscorto ; nel quale, ancora che tutta la pittura non sia più cheun braccio d’altezza, si dimostra tutta la lunghezza dell’impossibile ,fatta con facilità, e con giudizio. Sono ancora di sua mano in dettacittà , in caso del marchesino Disonesta, camere , e logge con molte co-so lavorate da lui con pratica , e grandissima sorza negli scorti dellesigure . E fuori di porta Versellina , vicino al castello, dipinse a certestalle , oggi rovinate e guaste , alcuni servidori, che strigliavano caval-li ; fra i quali n’ era uno tanto vivo , e tanto ben fatto, che un altro ca-Fo/»./. Q_q vallo,

I E’ rimase una pittura a fresco nella libre- j*Bramantino su anche bravo architetto ,ria vecchia ridotta adesso a uso di doreria , o come si dirà più sotto nella Vita di diversi ar-si a guardaroba . Rappresenta Siilo IV. a sede- tesici dopo quella di Girolamo da Carpi . Era-re , e intorno a se ha varj prelati , e altri per- mante molto apprese dalle sue fabbriche , esonaci, ed è quadro bello , e ragionevol- non Bramantino dagl* insegnamenti di Era*niente conservato . Vedi la descrizione di que- mance , come altri disse, ingannato, come ere-sia pittura a cart. 41 j, della Descrizione del do > dal nome diminutivo di Bramantino «palazzo Vaticano.

Andò a Teser* , e 1»Ancona .

Chiamato a Ferrara ,ivi dipinge nel palati-ti ducale .

Cappella a fresco .

Lavor» a Rema nelpalat.x.0 papale .

Tese di Bramantinonel museo del Giovio.

Sue pitture in Mila .no .

Cavalle notabile.