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Tomo primo.
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Tietro torna alla pa-tria .

Suo; lavori .

Dipinge a Loreto .

In Artzto i

30 6 Seconda Parte.

vallo, tenendolo per vero , gli tirò molte coppie di calci. Ma tornandoa Piero della Francesca ; finita in Roma I' opera sua , se ne tornòal Borgo essendogli morta la madre : e nella pieve fece a fresco dentroalla porta del mezzo due Santi, che sono tenuti cola bellissima . Neiconvento de’ frati di s. Agostino dipinse la tavola dell' altar maggiore ,che fu cosa molto lodata : e in fresco lavorò una nostra Donna della mi-sericordia in una compagnia , ovvero , come essi dicono , confraterni-ta : e nel palazzo de’ conservadori una resurrezione di Cristo , la qua-le è tenuta dell’ opere , che sono in detta città , e di tutte le sue la mi-gliore . Dipinse a s. Maria di Loreto in compagnia di Domenico d aVinegia il principio d’ un’ opera nella volta della sagrestia ; ma perchétemen-io di peste la lasciarono imperfetta, ella fu poi finita da Lu-ca da Cortona S discepolo di Piero, come si dirà al suo luogo Da Lo-reto venuto Piero in Arezzo, dipinse per Luigi Lacci, cittadino Are-tino , in s. Francesco la loro cappella dell’ altar maggiore , la volta dellaquale era già stata cominciata da Lorenzo di Licci ; nella quale operasono storie della Croce, da che i figliuoli d’ Adamo , sotterandolo glipongono sotto la lingua il seme dell’ albero , di che poi nacque il det-to legno ; insino alla esaltazione di està Croce , fatta da Eraclio Impe-radore ; il quale portandola in sii la spalla a piedi, e scalzo , entra conessa in /ernialem ; dove sono molte belle considerazioni , e attitudinidegne d’ esser lodate ; come, ve ringrazia , gli abiti delie donne del-la teina Saba , condotti con maniera dolce , e nuova : molti ritrattidi naturale antichi, e vivissimi: un ordine di colonne Corintie divi-namente misurate : un villano, che appoggiato con le mani in su lavanga, sta con tanta prontezza a udire parlare s. Lena , mentre le trecroci si disotterrano , che non è possibile migliorarlo - Il morto ancora« benissimo fatto , che al toccar della Croce resuscita : e la letizia si-milmente di senta Lena , con la maraviglia de’ circostanti, che si in-ginocchiano ad adorare . Ma sopra ogni altra considerazione e d’in-gegno , ed’arte, è lo avere dipinto la notte, e un angelo in iscor-to , che venendo a capo ali’ ingiù a portare il segno della vittoria aCostantino , che dorme in un padiglione , guardato da un cameriere ,e da alcuni armati , oscurati dalle tenebre della notte ; con la stessa lu-ce sua illumina il padiglione , gli armati, e tutti i d’intorni con gran-dissima discrezione ; perché Pietro fa conoscere in questa oscurità ,quanto importi imitare le cose vere , e lo andarle togliendo dal pro-prio . Il che avendo egli setto benissimo , ha dito cagione ai moderni diseguitarlo , e di venire a quel grado sommo, dove si veggiono ne’ tem-pi nostri le cose. In questa medesima storia espresse efficacemente inuna battaglia la paura, l’animosità , la destrezza , la forza , e tutti glialtri assetti, che in coloro si possono considerare , che combattono :« gli accidenti parimente ; con una strage ertasi incredibile di feriti »di cascati, e di morti. Né’ quali, per avere Pietro centrassimo in fre-

1 Luca Signordli da Cortona, di cui vedi la Vita in fine di questo tono.