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Tomo primo.
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Vita di fra Giovanni da Fiesole. zi§cercava opere da lui diceva, che ne faceste esser contento il priore , eche poi non mancherebbe . Infomma fu questo non mai a bastanzalodato Padre in tutte l’opere, e ragionamenti suoi umilissimo, e mo-desto , e nelle sue pitture facile , e devoto : e i Santi, che egli dipin-se, hanno più aria, e somiglianza di Santi, che quelli di qualunquealtro. Aveva per costume non ritoccare, nè racconciar mai alcuna non soleva, ritoccariua dipintura , ma lasciarle sempre in quel modo, che erano venute la l* sue pitture.prima volta, per credere secondo eh’egli diceva) che così suste lavolontà di Dio. Dicono alcuni, che fra Giovanni non arebbe messomano ai pennelli, se prima non aveste fatto orazione . Non fece maiCrocifìsso, che non si bagnaste le gote di lagrime . Onde sì conoscenei volti, e nell’ attitudini delle sue figure la bontà del sìncero, egrande animo suo nella religione cristiana . Morì d’anni tessan torto 1 M erte & Gf# .nel 1455. e lasciò suoi discepoli Benozzo Fiorentino, che imitò sera- vanni .prela sua maniera: Zanobi Strozzi, che fece quadri, e tavole per Suoi discepoli.tutta Fiorenza j per le case de’cittadini, e particolarmente una ta-vola posta oggi nel tramezzo di s. Maria Novella allato a quella di siaGiovanni, e una in s. Benedetto monasterio de' monaci di Calmato-li fuor della porta a Pinti, oggi rovinato , la quale è al presente nelmonasterio degli angeli nella chiesetta di s. Michele , innanzi che si en-tri nella principale, a man ritta andando verso l’altare , appoggiata almuro : e similmente una tavola in s. Lucia cappella de’ Nasi ; e un'altra in 5. Romeo 2 : e in guardaroba del Duca è il ritratto di Giovan-ni di Bicci de’ Medici, e quello di Bartolommeo Valori in uno stessoquadro , di mano del medesimo. Fu anco discepolo di fra GiovanniGentile da Fabbriano , e Domenico di Michelino, il quale in s. Apol-linare di Firenze fece la tavola ali’altare di s. Zanobi, e altre molte di-pinture . Fu sepolto fra Giovanni dai suoi frati nella Minerva di Roma Sepoltura , eiepitaf-lungo l’entrata del fianco, appresso la sagrestia , in un sepolcro di mar- fi 0 •mo tondo 3 , e sopra esso egli ritratto di naturale. Nel marmo si leggeintagliato questo epitaffio :

Non mihi fìt laudi , quoti eram tel ut alter Apelles ;

Sed quod lucra tuis omnia , Chrisie , dabam :

Altera nam terris opera extant : altera ccelo .

Urbi me Joannem flos tulit Etrurix .

Sono di mano di fra Giovanni in santa Maria del Fiore due grandissi- libri miniati di fu,%mi libri miniati divinamente , i quali sono tenuti con molta venerazio*- m * n ° •

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1 Nella prima edizione a e. } 7 1. Io stesso } Il suo sepolcro è Ticino alla porticellaVasari dice , che morì d’ anni « 9 » Vedi le sue laterale nel ricetto, ch’è avanti a detta porta :notizie nel Laldin. sec. 1 V, c.-L incastrato nei muro quasi sotto 1’ arco , dalla

a Non è stato postillile il ritrovare questa parte della sagrestia . Non è tondo , come dicetavola ali’accuratistìrao P. Rica , come egli il Vasari, ma quadrangolare , e forse sarà statoattesta nelle Notizie delle chiese Fiorentine posto da prima in terra.part. 1 . pag. jj8.