Band 
Tomo primo.
Seite
318
JPEG-Download
 

zi8 Seconda Parte.

bene io mi sono ingegnato, come ho saputo il meglio di mostrare conquanto artificio sufiero queste figure da Attavante lavorate ; niuno cre-da però , che io abbia detto pure una parte di quello , che si può diredella bellezza loro , essendo che , per cose di que’ tempi, non si può diminio veder meglio, nè lavoro fatto con più invenzione, giudizio, e di-segno : e soprattutto i colori non pedono essre più belli, nè più delica-tamente ai luoghi loro posti con graziosiossissima grazia .

Nota . Ho avuto , ed ho tutta la venerazione per la illustre, ed inclita Re-ligione Domenicana per quelle prerogative , che /’ adornano , e che la fanno'venerare da tutto il Mondo . Ma a questa venerazione universale , e comune , seve aggiugne in me una speciale per due motivi , che riguardano solamente la miapersona . V uno è , che veli ’ insegnarmi li PP. Domenicani la teologia mi spie-garono la Somma di s. Tommaso semplice , e pura , e non qualcheduno ds suoicomentatori. E l’altro è , che avendo io avuto dalla Natura dell' inclinazio-ne , e del genio verso le belle arti , ho stimato , ed ammirato quella religione »perché in essa vi sono fioriti molti uomini insigni , i quali non solo hanno avutoamore per queste arti medesime , o sono stati di esse intelligenti ; ma antco lehanno professate , e professate per eccellenza , come questo fra Gio- Angelico .E quel che è più mirabile , tali insigni artefici vi sono fioriti , quando la Rceligio -ne era di poco nata , e /’ arti allora nascevano . Testimonio di ciò fa fra Mode-sto Biliotti Domenicano , che al cap. 6. della sua cronica , che scritta « manofi conserva nella libreria di Santa Maria Novella di Firenze , parlando diquella chiesa , dice: Templi -edificatore? fuerunt ex illis inferiori? ordini?fratte?» quo? vocamus Conversos , quandoquidem multo? Jegimus Ordi-nerò per ea temperasuisse ingredòs, quorum non pauci architectonic*artis peritissimi babebantur . Horumprincipe? , de velati antesigna-ni fiierunt f. Ristora? , 6 c fi Sixtu? Fiorentini, quo? Se fa nòtissima; Tri-ti itati?, & Carrariae ponte?, & testudines inseriorum porticuura palata'»quod Domino rum eo tempore dicebatur , erexisse affirmant. Affirmanteosdem etiam Roma; inferiore? pontifici! palati! in Vaticano -edificastetestudine? : & demum ad lànctum Sixtum simile quod operato?, in Urbevitam finiste ; priorem quidem anno Domini 1283., posteriorem verosexenniopost. Csteram cum Carraria; acVeterem ponte? horrendum di-luvium anno 1333. diruisset; primum, id est Carraria», in pristinamsor»mam restituir fi joannes a campis Conversu?, huju? domu? alumnu?»architeclu? illa aerate probatissimus , cuiu? opera multi civium inplu-ribus -edifica? tum publici?, tum privati? usi leguntur . Obìit in hac suadomo humanse saluti? anno 1339. Ab isti? ergo, eorumque similibus viri?hoc eximium templum Germanica architectura erectum, ac sui?, ut ajunt,numeri? absòlutum est . Da quello solo passo fi prova ampiamente , quanto hodetto , perché ci dice , che poco dopo il x 200. cioè quando cominciò /’ Ordinede ’ Predicatori , e quando /' arti vagivano in cullai nella religione Domenica-na erano non pauci peritissimi. Inoltre della loro perizia se ne danno lucidi