334 t Seconda Parte.
Vso di pitture nelle de de' cavalli varj lavori, e partimenti d'imprese , secondo che colo-k*r e dt c*va I. ro erano 5 chele portavano; su in ciò Lazzaro boniiUmo maestro s emassimamente estèndo suo proprio far figurine piccole con molta gra-zia , le quali in cotali arnesi molto bene si accomodavano . Lavorò Laz-zaro per Niccolò Piccino , e per gli suoi soldati, e capitani molte co-Sueopere di previe, se piene di storie j e d’imprese , che furono tenute in pregio , e cone dtguadagno. tanto suo utile, che furono cagione , mediante il guadagno che netraeva, che egli ritirò in Arezzo una gran parte de’ suoi fratelli ; iquali, attendendo alle misture de’ vasi di terra , abitavano in Corto-na . Tirossi parimente in casa Luca Signorelli da Cortona suo nipote ,nato d’una sua sorella , il quale , essendo di buono ingegno, acconciòcon Pietro Borghese, acciocché imparaste Parte della pittura, il chebenissimo gli riuscì, come al suo luogo fi dirà . Lazzaro dunque, atten-dendo a studiare continuamente le cose dell’ arte , lì fece ogni giornosuoi disegni, e fit- più eccellente , come ne dimostrano alcuni disegni di sua mano moltoture. buoni, che sono nel nostro libro. E perché molto si compiaceva in
certe cose naturali, e piene d’ a stetti, nelle quali esprimeva benissi-mo il piagnere, il ridere , il gridare , la paura , il tremito , e certesimili cose ; per lo più le sue pitture son piene d’invenzioni così fat-te , come si può vedere in una cappellina dipinta a fresco di sua manoin lan Gimignano d’Arezzo , nella qual è un Crocifissi), la nostra Don-na , s. Giovanni, e la Maddalena a piè della Croce , che in varie atti-tudini piangono così vivamente, che gli acquistarono credito, e no-me fra i siioi cittadini - Dipinse in sul drappo , per la compagnia disant’ Antonio della medesima città , un gonfalone , che si porta a pro-cessione , nel quale fece Gesù Cristo alla colonna nudo , e legato contanta vivacità, che par, che tremi, e che tutto ristretto nelle spallesostèrisca con incredibile umiltà , e pacienza le percostè , che due Giu-dei gli danno ; de’ quali uno , recatosi in piedi, gira con ambe lemani, voltando le spalle verso Gesù Cristo in atto crudelissimo . L’al-tro in profilo, e in punta di piè s’alza, e strignendo con le mani la sfer-za , e digrignando i denti, mena con tanta rabbia, che più non sipuò dire . A questi due dipinse Lazzaro le vestimenta stracciate permeglio dimostrare l’ignudo ; bastandogli in un certo modo ricoprirele vergogne loro , e le meno oneste parti. Questa opera , essendo du-rata in sul drappo ( di che certo mi maraviglio ) tanti anni, e insino aoggi, su per la sua bellezza, e bontà fatta ritrarre dagli uomini diquella compagnia dal priore Franzese, come al suo luogo ragionere-Tittur e in Perugia . mo . Lavorò anco Lazzaro a Perugia nella chiese de’ Servi, in una cap-pella accanto alla sagrestia, alcune storie della nostra Donna , e unin Mentepulciano. Crocifisso ; e nella pieve di Montepulciano una predella di figure pic-in Cnsttglione Are- cole ; in Castiglione Aretino una tavola a tempera in s. Francesco ; etino ’ altre molte cose , che per non esser lungo, non accade raccontare: e
particolarmente di figure piccole molti cassoni, che sono per le caie
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