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Tomo primo.
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Vita vi fra Filippo Lippif 349

fresco dipinse, e particolarmente un s. Gio- Badila , ed alcune storie

della sua vita : e così ogni giorno facendo meglio » aveva preso Umano sue pitture sulla ma

di Masaccio sì, che le cole lue in modo simili a quelle faceva , che mol- n,t1 * & Casaccio -

ti dicevano» lo spirito diMasacc.o essere entrato nel corpo di fra

Filippo • F ece in un pilastro in chiesa la figura di s. Marziale prestò ali’

organo, la quale gli arrecò infinita fama , potendo stare a paragone con

le cose » che Masaccio aveva dipinte ; per il che sentitosi lodar tanto Depone V abito dt'

per il grido d’ognuno , animosamente si cavò s abito d’ età d’ anni 17 Carmelitani .

E trovandosi nella Marca d’Ancona, diportandosi un giorno con certiamici suoi in una barchetta per mare , furono tutti insieme dalle suste de’

Mori , che per quei luoghi scorrevano , presi , e menati in Barberia ; e E ' fatto schiavo .mestò ciascuno di loro alla catena» e tenuto schiavo» dove stette conmolto disagio per 18. mesi 1 . Ma perché un giorno» avendo egli moltoin pratica il padrone , gli venne comodità » e capriccio di ritrarlo ;preso un carbone spento del fuoco» conquesto» tutto intesolo ritrasseco’ suoi abiti indossò asta moresca in un muro bianco . Onde estèndo dagli altri schiavi detto questo al padrone» perché a tutti un miracolo pa-reva , non s’usando il disegno » né la pittura in queste parti ; ciò fu causadella sua liberazione dalla catena » dove per tanto tempo era stato tenu- E’ liberato .to. Veramente è gloria di questa virtù grandissima» che uno > a cui èconceduto per legge di poter condennare » è punire ; faccia tutto ilcontrario , anzi in cambio di supplicio » e di morte » s’induca a far ca-rezze » e dare libertà. Avendo poi lavorato alcune cose di colore aldetto suo padrone » fu condotto sicuramente a Napoli, dove egli dipin- S uepitture in Zapose al re Alfonso 2 » allora duca di Galavria » una tavola a tempera nella H •cappella del castello » dove oggi sta la guardia. Appresso gli venne vo-lontà di ritornare a Fiorenza » dove dimorò alcuni mesi ; e lavorò alle irenx.e.donne di s. Ambrogio ali’ altare maggiore 3 una bellissima tavola » laquale molto grato lo fece a Cosimo de’Medici » che per questa cagionedivenne suo amicissimo . Fece anco nel capitolo di s. Croce una tavola »ed un’ altra » che fu posta nella cappella in casa Medici » e dentro vi fecela natività di Cristo : lavorò ancora per la moglie di Cosimo detto » unatavola con la medesima natività di Cristo » e s.Gio. Batista » per mettereali’ ermo di Camaldoli in una deste celle de’ romiti » che ella aveva fatta e<* Camaldoli.fare per sua divozione » intitolata a s. Gio. Batista : ed alcune storione »che si mandarono a donare da Cosimo a PP. Eugenio IV. Veneziano . Mandate a papa E»

Laon- genio IY.

t Florenzio le Coirne nel suo Cabinet dcs(ingularitex. stampato in Parigi nel 1 699. in12. a c. 97. dice, che tra Filippo stette schia-vo 1 8 anni, che non è nè vero» ne verisimile.

r Duro fatica a credere , che lavorasse perAlfonso anche giovane>e per anco duca diCala-vria, poiché questo Principe nacque intorno alI4J0. Un altro anacronismo si trova più sotto,c più facile a conoscere in Eug.IV* coinè diro z

dal che si vede , che il Vasari scrisse quelchesentiva dire senza esaminare i fatti per quel*lo » che riguarda la storia universale .

z Qjesta tavola c in sagrestia » e sembradipinta due anni addietro , e vien deser ttain una nota del Riposo del Borghino a c. i66 te riportatovi 1* iscrizione , che è in essa ta-vola Le pitture poi > che fece nel Carmine »son tutte perite •