TavoI* in Tiisolt .
Altre sue opere .
In Aretto .
In Firenze .
3?o Seconda Parte.
Laonde fra Filippo molta grazia di quest’ opera acquistò appresso il Pa-pa . Dicesi j eh’era tanto venereo j che vedendo donne , che gli pia-cessero , se le poteva avere, ogni sua facoltà donato avrebbe, e nonpotendo , per via di mezzi, ritraendole in pittura con ragionamenti lalìamma del suo amore intiepidiva . Ed era tanto perduto dietro a questoappetito , che ali’ opere prese da lui, quando era in questo umore ,poco o nulla attendeva. Onde una volta fra 1’ altre , Cosimo de’ Medi-ci , facendogli fare una opera , in casa sua lo rinchiuse , perché fuori aperder tempo non andasse . Ma egli statoci già due giorni, spinto da fu-rore amoroso , anzi bestiale , una sera con un pajo di forbici fece alcuneliste de’ lenzuoli del letto , e da una finestra calatosi , attese per moltigiorni a’ suoi piaceri. Onde non lo trovando, e facendone Cosimo cer-care , al fine pur lo ritornò al lavoro S ed’ allora in poi gli diede liber-tà , che a suo piacere andasse, pentito assai d' averlo per Io passato rin-chiuso , pensando alla pazzia sua , ed al pericolo , che poteva incorrere .Per il che sempre con carezze s’ingegnò di tenerlo per l’avvenire , ecosì da lui fu servito con più prestezza : dicendo egli, che l’eccellenzede gli ingegni rari sono forme celesti, e non asini vetturini. Lavoròuna tavola nella chiesa di s. Maria Pritnerana in fu la piazza di Fiesole ,dentrovi una nostra Donna annunziata dall' angelo, nella quale è unadiligenza grandissima , e nella figura dell' angelo tanta bellezza , chee’ pare veramente cosa celeste. Fece alle monache delle Murate due ta-vole 1 , una della Annunziata , posta allo altar maggiore , P altra nel-la medesima chiesa a un altare, dentrovi storie di san Benedetto, edi san Bernardo : e nel palazzo della Signoria dipinse in tavola un' An-nunziata sopra una porta 5 e similmente fece in detto palazzo un sanBernardo sopra un’altra porta : e nella sagrestia di san Spirito di Firen-ze una tavola con una nostra Donna, ed angeli d’attorno, e Santi da la-to , opera rara j e da questi nostri maestri stata senq re tenuta in gran-dissima venerazione.
In s. Lorenzo alla cappella de gli operai, lavorò una tavola con un’altra Annunziata , ed a quella della Stufa una, che non è finita . Ins. Apostolo di detta città in una cappella dipinse in tavola alcune figu-re intorno a una nostra Donna : e in Arezzo a Mess. Carlo Marsuppi»ni la tavola della cappella di s. Bernardo ne’ monaci di Monte Olivetocon la incoronazione di nostra Donna , e molti lanti attorno ; mantenu-tasi così fresca , che pare fatta dalle mani di fra Filippo al presente . Do-ve dal sopraddetto M. Carlo gli su detto, che egli avertisse alle mani,che dipigneva, perché molto le sue erano biasimate. Per il che fraFilippo nel dipignere da indi innanzi la maggior parte o con panni,o con altra invenzione ricoperse per fuggire il predetto biasimo -, nellaquale opera ritrasse di naturale detto Mess. Carlo. Lavorò in Firenze alle
mona-
* Queste due «volo sono in essere come altre qui nominate . v. le note al detto Riposo a«art. itj,