z66 Seconda Parte.
una tavola la storia de’ Magi , nella quale ritrasse se stellò di naturale 1 .Ed in s. Niccolò alla porta a s. Miniato , per la famiglia de' Quaratesi,fece la tavola dell’ altar maggiore , che di quante colè ho veduto di ma-no di costui, a me senza dubbio pare la migliore ; perché oltre allanostra Donna, e molti Santi , che le sono intorno tutti ben fatti, la pre-della di detta tavola 5 piena di storie della vita di s. Niccolò, di fi-gure piccole , non può estere più bella, né meglio fatta di quello , cheIn Toma . eli’ è . Dipinse in Roma in s. Maria Nuova 2 sopra la sepoltura del
cardinal Adimari Fiorentino, e arcivescovo di Pila, la quale è allatoa quella di Papa Gregorio IX. , in un archetto la nostra Donna colfigliuolo in collo , in mezzo a s. Benedetto 5 e s. Giuseppe ; la qualLodato da Michela- opera era tenuta in pregio dal divino Michelagnolo> il quale 3 parlando dignolo. Gentile, usava dire , che nel dipignere aveva avuto la mano simile al
Dipinge in rene sia, nome. In Perugia fece il medesimo una tavola in s. Domenico mol-«4in Bari. to bella: ed in s. Agostino di Bari un crocifisso dintornato nel le-
gno , con tre mezze figure bellissime 9 che sono sopra la porta delcoro 3 .
Vittore Tifano pitto - Ma tornando a Vittore Pisano , le cose , che di lui si sono di soprare eccellente . raccontate , furono scritte da noi 3 senza più , quando la prima volta filstampato questo nostro libro 3 perché io non aveva ancora dell’ operedi questo eccellente artefice quella cognizione 3 e quel ragguaglio avu-to 3 che ho avvuto poi. Per avvisi dunque del molto reverendo 3 e dot-tissimo padre fra Marco de’Medici Veronese 3 dell’Ordine de’fratiPredicatori , siccome ancora racconta il Biondo da Forlì 3 dove nellasua Italia illustrata parla di Verona , fu costui in eccellenza pari atutti i pittori dell’ età stia , come, oltre l’opere raccontate di sopra, pos-sono di ciò fare amplissima fede molte altre» che in Verona sua no-bilissima patria li veggiono, sebbene in parte 4 quasi consumate dalsi diletto dipìgner tempo. E perché si dilettò particolarmente di fare animali, nellaanimali. chiesa di8.Nastafia di Verona , nella cappella della famiglia de’Pel-
Cappella in Verona . sogrini , dipinse un s. Eustachio , che fa carezze a un cane pezzato ditanè , e bianco , il quale co’ piedi alzati, ed appoggiati alla gambadi detto Santoli rivolta col capo in dietro, quasi che abbia sentitorumore, e fa questo atto con tanta vivezza, che non lo sarebbe meglioil naturale. Sotto la qual figura si vede dipinto il nome d’esso Pisano »il quale usò di chiamarsi » quando Pisano, e quando Pil'anello , comesi vede e nelle pitture» e nelle medaglie di sua mano. Dopola__»
detta
f Questa è ancora al]’altare di sagrestia, j Gémile stette anche a Venezia, dovec ben conservata , come anche quella in fece molte opere , annoverate dal Cav. Ri-s.Niccolò. V. le note al Riposo a c.a? i. dove dolsi nelle Vite de* pittori Veneti a e. a 3. un-si corregge un errore del Eorghino , o del suo de su provvisionato da quel Senato, ma sat-stampatore , che pose anche questa tavola in tosi vecchio , se ne tornò alla patria moltos. Trinità; la cui tavola fu fatta nel 14,)» ricco»
come in essa è scritto» 4 Anzi consumate totalmente •
a Questa pittura e perita.