Vita di Benozzo. 373
perché ebbe volontà di scrivervi dentro il nome suo. Nella medesi-ma città di fifa, alle monache di s. Benedetto a ripad’Arno, dipin-se tutte le storie della vira di quel Santo : e nella compagnia de’ Fio-rentini , che allora era , dove è oggi il monastero di s. Vito , similmen-te la tavola , e molte altre pitture. Nel duomo dietro alla sedia dell’arcivescovo in una tavoletta a tempera dipinse un s.Tommaso d’Aqui-no con infinito numero di dotti» che disputano sopra l’opere sue ; efra gli altri vi è ritratto Papa Sisto IV. con un numero di cardinali, emolti capi, e generali di diversi Ordini ; e questa è la più finita , emeglio opera, che facesse mai Benozzo . In santa Caterina de’ frati Due **vole in s . Ca-Predicatori nella medesima città fece due tavole a tempera» che be- n a ’n issino si conoscono alla maniera» e nella chiesa di s. Niccola ne fece i* s. piccola.Umilmente un’altra» e due in santa Croce fuor di Pila . Lavorò anco» e in s. croci fuor diquando era giovanetto » nella pieve di s. Gimignano saltare di s. Ba-stiano nel mezzo della chiesi riscontro alla cappella maggiore : e nel- S n ^‘J^s T ‘ m s ‘ Ge ‘la lala del Consiglio sono alcune figure » parte di sua mano » e parte nw Usala del confi-di lui » essendo vecchie , restaurate - Ai monaci di monte Olivete » nella glio .medesima terra, fece un crocifisso» ed altre pitture : mala miglio- A ‘ menaci oliveta-re opera , che in quel luogo faceste, su in s. Agostino nella cappellamaggiore a fresco » storie di s. Agostino » cioè dalla conversione insinoalla morte ; la qual’ opera ho tutta disegnata di sua mano nel nostrolibro, insieme con molte carte delle storie sopraddette di Campo santodi Pisa. In Volterra ancora fece alcune opere, delle quali non acca- /„ Volterra.de far menzione . E perché , quando Benozzo lavorò in Roma , vi era Univoco fra M /un altro dipintore chiamato Melozzo , il quale su da Fori!, molti, < Benoz.10 !che non sanno più che tanto , avendo trovato scritto Melozzo , eriscontrato i tempi » hanno creduto, che quel Melozzo, voglia dirBenozzo , ma sono in errore ; perché il detto pittore su ne’ medesimitempi, e fu molto studioso delle cose dell’arte , e particolarmente misemolto studio , e diligenza in fare gli scorti, come si può vedere in«.Apostolo di Roma nella tribuna dell’ altar maggiore , dove in un fre-gio , tirato in prospettiva per ornamento di quel!' opera , sono alcunefigure , che colgono uve , e una botte , che han no molto del buono.
Ma ciò si vede più apertamente nell’ ascensione di Gesù Cristo in uncoro d’angeli, che lo conducono in cielo» dove la figura di Cristo 3
scorta tanto bene, che pare , che buchi quella volta : e il simile sanno : '
gli angeli, che con due diversi movimenti girano per lo campo diquels aria 1 . Parimente gli Apostoli, che sono in terra » scortano in di-verse
1 Quantunque il Vasari abbia tanto ben Vasari Fu a principio uno di quelli , che glidistinto lìenozzo da Melozzo > pure vi e stato confuse , e a Benozzo attribuì la tribuna de’chi 5’ è dato ad intendere, che fossero tutt’ ss. Apostoli $ ma allora non 1 ’aveva vista .uno . Ma il Saldin. Dee-1. part.i • del sec. j . Questa tribuna con tutta la chiesa fu demoli-a catt.jo. mostra , che erano due pittori con- ta , e rifabbricata magnificamente la nuovatemporanei bensì , ma diversi. Per altro il chiesa • Mei demolirla fu segata la parte prin-cipale