Mette di Leremo inManto»,
Suoi disegni .
Suoi allievi, t loroopere •
Doso vecchio allievodi Lorenzo .
39 2 Seconda Parte.
favellato di sopra, dipinse in s. Salveftro in una tavola la nostra Donna ìe da una banda s. Salveftro, che le raccomanda il popolo di quellacittà: dall’altra s. Bastiano, s. Paolo, s. Lilàbetta, e s. Jeronimo;e per quello , che s’intende , fu collocata la detta tavola in quellachiesa dopo la morte del Cofta , il quale avendo finita la sua vita inMantoa , nella quale città sono poi stati sempre i suoi discendenti »volle in questa chiese aver per se , e per li suoi successori la sepoltu-ra . Fece il medesimo molte altre pitture , delle quali non fi dirà al-tro, essendo abbastanza aver fatto memoria delle migliori. Il suo ri-tratto ho avuto in Mantoa da Fermo G-hisoni pittor eccellente , chemi affermò, quello esser di propria mano del Costa , il quale disegnòragionevolmente, come fi può vedere nel nostro libro in una carta dipenna in cartapecora , dove è il giudizio di Salamene , e un sen Gi-rolamo di chiaroscuro , che sono molto ben setti.
Furono discepoli di Lorenzo Ercole da Ferrara suo compatriotta ,del quale si scriverà di sotto la vita , e Lodovico Malino 1 similmenteFerrarese , del quale sono molte opere nella sua patria, e in altriluoghi, ma la migliore , che vi facesse , su una tavola , la quale è nel-la chiese di s. Francesco di Bologna , in una cappella vicina alla portaprincipale, nella quale è , quando Gesù Cristo di dodici anni disputaco' dottori nel tempio - Imparò anco i primi principi dal Costa il Dossovecchio da Ferrara , dell' opere del quale si sarà menzione al luogo suo.E questo è quanto si è potuto ritrarre della vita , e opere di LorenzoCosta Ferrarese,
VITA
l Mane» anche questo pittore neJl’Abece- 1 poc* altro, che il nome ci somministra , e Lo-darlo pittorico, e pure lotto questo medesi- do vico d» i-oano > di cui dice alleile meno »-mo nome vi si trova Lodovico Oadid > di cui