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Tomo primo.
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394
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Premio del lavoro .

Pitture in s. Già. inMente .

Ccjlumi d* Ertele .

Ingiuria fattagli d*ttltunt pitturi .

394 Seconda Parte.

ha rilievo grandissimo » e in lui si conosce la impietà nelP avere apertoil costato di Cristo , e la penitenza , e conversione nel trovarsi r al lu-minato . Similmente in strana attitudine figurò alcuni soldati , chefi giuocano la veste di Cristo , con modi bizzarri di volti , ed ab-bigliamenti di vestiti. Sono anco ben fatti, e cori belle invenzioniiladroni, che sono in croce ; e perché si dilettò Ercole assai di farescorti, i quali, quando sono bene intesi , sono bellissimi, egli secein quels opera un soldato a cavallo , che levate le gambe dinanzi inalto , viene in fuori di maniera , che pare di rilievo ; e perché il ven-to fa piegare una bandiera , che egli tiene in mano, per sostenerla sauna forza bellissima . Fecevi anco un s. Giovanni, che rinvolto in unlenzuolo si Fugge .

I Soldati parimente , che sono in que ss opera , sono benissimofatti, e con le più naturali, e proprie movenze , che altre figure ,che insino allora su stono state vedute , le quali tutte attitudini, e for-ze , che quasi non si possono far meglio , mostrano , che Ercole avevagrandissima intelligenza, e si affaticava nelle cose dell’arte. Fece ilmedesimo nella facciata, che è dirimpetto a questa, il transito dinostra Donna, la quale è da gli apostoli circondata con attitudini bel-lissime , e fra essi sono sei persone ritratte di naturale tanto bene,che quelli, che le conobbero , affermano , che elle fono vivissime.Ritrasse anco nella medesima opera se medesimo, e Domenico Garga-nelli padrone della cappella , il quale per 1’ amore , che portò a_»Ercole , e per le lodi, che sentì dare a quell’ opera , finita eh’ ellafu, gli donò mille lire di bolognini. Dicono , che Ercole mise nellavoro di questa opera dodici anni, sette in condurla a freseo, e cin-que in ritoccarla a secco. Ben è vero , che in quel mentre sece alcunealtre cose , e particolarmente , che si la, la predella dell’ altar mag-giore di s. Giovanni in Monte , nella quale fece tre storie della passionedi Cristo. E perché Ercole fu di natura fantastico, e massimamentequando lavorava, avendo per costume , che né pittori, né altri lovedessimo, fu molto odiato in Bologna da i pittori di quella città , iquali per invidia hanno sempre portato odio a i forestieri, che vi sonostati condotti a lavorare, ed il medesimo fanno anco alcuna volta fraloro stessi nelle concorrenze : benché questo è quasi particolar vizio de’professori di queste nostre arti in tutti i luoghi • S’ accordarono dunqueuna volta alcuni pittori Bolognesi con un legnaiuolo , e per mezzo suosi rinchiusero in chiese vicino alla cappella, che Ercole lavoravatela notte seguente , entrati in quella per forza, non pure non si con-tentarono di veder 1’ opera , il che doveva bastar loro , ma gli rubaro-no tutti i cartoni, gli schizzi, e i disegni, ed ogni altra cose , che viera di buono • Per la qual cose si sdegnò di maniera Ercole, che finita1’ opera si partì di Bologna , senza punto dimorarvi, e seco ne menòil Duca Tagliapietra scultore molto nominato, il quale in detta opera ,