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Tomo primo.
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Vita di Jacopo , Grò. » e Gentile Bellini . 397

sta 5 le quali tutte » e molte altre furono dipinte da Jacopo con laju-to de' figliuoli 1 : e questa ultima storia su fatta in tela , siccome si èquasi sempre in quella città costumato di fare , usandovi!! poco dipi- pitture in legna pecegnere , come si sa altrove , in tavole di legname d albero da molti praticate in Venera.chi imato oppio, e da alcuni gartice ; il quale legname, che sa perlo più lungo i fiumi, o altre acque , è dolce affitto, e mirabile per Zegnì atti a dipigner-dipignervi sopra ; perché tiene molto il fermo, quando si commette w / < î r ' ,con la mastrice . Ma in Venezia non si sanno tavole , e facendosenealcun t volta , non si adopera altro legname , che dabeto , di che èquella città abbondantissima per rispetto del fiume Adice , che ne_,con luce grandissima quantità di terra Tedesca, senza che anco neviene pure affai di Schiavonia . Si costuma affai in Venezia dipignerein tela , o sia perché non si fende , e non intarla , o perché si posso-no fare le pitture di che grandezza altri vuole , o pure per la como-dità , come si disse altrove 2 , di mandarle comodamente , dove altrivuole , con pochissima spesa, e fatica - Ma sia di ciò la cagione qual-sivoglia > Jacopo , e Gentile siedono , come di sopra si è detto , le pri-me loro opere in tela . E poi Gentile da per se i alla detta ultima storiadella Croce , n aggiunse altri sette , ovvero otto quadri, ne quali di-pinse il miracolo della Croce di Cristo , che tiene per reliquia la detta opera di Gentile d'unscuola; il quale miracolo su questo Essendo gettata , per non foche mirile ^ e Crcce.caso , la detta Croce dal ponte della Paglia in canale, per la reveren-za , che molti avevano al legno , che vi è della Croce di Gesù Cristo,si gettarono in acqua per ripigliarla, ma come fu volontà di Dio , niu-no fu degno di poierla pigliare, eccetto che il guardiano di quellascuola * . Gentile adunque , figurando questa storia , tirò in prospetti-va in sul canale grande molte case , il ponte alla Paglia, la piazzadi s. Marco, e una lunga processione duomini, e donne, che fonodietro al clero. Similmente molti gettati in acqua, altri in atto digettarsi , molti mezzo sotto, ed altri in a tre maniere , e attitudinibellissime, e finalmente vi fece il guardiano detto , che la ripiglia ;nella qualopera in vero su grandissima la fatica, e diligenza di Gen-tile , considerandosi linfinità delle figure , i molti ritratti di natu-rale , il diminuire delle figure , che sono lontane , e i ritratti parti-colarmente di quasi tutti gli uomini, che allora erano di quella scuola ,ovvero compagnia. E in ultimo vi è fatto con molte belle considerazio-ni , quando fi ripone la detta Croce . Le quali tutte storie dipinte ne i

soprad-

1 II Vasari è più antico , e pero di più ere-dito z tra il Ridolfi più moie no Scrittore nel-le Vite de* pittori Veneti a cast. asserisce,che la detta ilo ia , dipinta in un* altra sala »non è di ma o di Jacopo, c che sol» yi feceun quadro Gentile.

j Introdur.cap xxiif*z II Cav. Ridolfi suddetto a c.44.dice, checadde in acqua per la "ran calca del popolo ,S tto questa pittura Gentile feriste Tanno14 96 . in cui la fece

4 Quelli fu Andrea Vcndramino .

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