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Tomo primo.
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398
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N <t riceve applauso .

Jacopo fi separa da'fi-gltuoli.

Kit ratti fatti da Gio-vanni .

Tavola m {.Giovan-ni.

Sfondato d'una vol-ta.

Tavola in {.Giobbe

Sala del gran configito .

398 Seconda Parte.

sopraddetti quadri di tela , arrecarono a Gentile grandissimo nome .Ritiratoli poi affatto Jacopo da se» e così ciascuno de' figliuoli, at-tendeva ciascuno di loro agli studj dellai te. Ma di Jacopo non faròaltra menzione , perché non estèndo state lopere sue , rispetto a quel-le de figliuoli , straordinarie , ed essendoli non molto dopo , che dalui si ritirarono i figliuoli, morto ; giudico esser molto meglio ra-gionare a lungo di Giovanni, e Gentile solamente . Non tacerò già ,che sebbene si ritirarono questi fratelli a vivere ciascuno da per se , chenondimeno si ebbero in tanta riverenza 1 un laltro, e ambidue il pa-dre » che sempre ciascuno di loro , celebrando 1 altro , fi faceva infe-riore di meriti , e così modestamente cercavano di sopravanzare 1 un1 altro non meno in bontà , e cortesia, che nel? eccellenza del?arte. Le prime opere di Giovanni furono alcuni ritratti cli naturale »che piacquero molto , e particolarmente quello del doge Loredano ,se bene altri dicono essere stato Giovanni Mozzenigo fratello di quelPiero» che fu doge molto innanzi a elio Loredano. fece dopo Gio-vanni una tavola nella chiesa di s. Giovanni al? altare di s. Caterinada Siena» nella quale» che è assai grande» dipinse la nostra Donna asedere col putto in collo » s. Domenico » s. Girolamo » s- Caterina ,s. Ossola» e due altre vergini» e a piedi della nostra Donna fece treputti ritti » che cantano a un libro » bellissimi . Di sopra fece lo sfon-dato duna volta in un casamento» che è molto bello; la qua? ope-ra fu delle migliori » che suste stata fatta insino allora in Venezia. Nel-la chiesa di s. Jobbe dipinse il medesimo » assaltar di esso làuto » una ta-vola con molto disegno » e benissimo colorita ; nella quale fece in mez-zo a sedere un poco alta la nostra Donna col putto in collo » e s. Jobbe ,e s. Lassano nudi : e apprestò s. Domenico» s. Francesco » s. Giovan-ni » e s. Agostino » e da basso tre putti » che suonano con molta gra-zia ; e questa pittura su non solo lodata allora » che su vista di nuovo »ma è stata similmente sempre dopo » come cosa bellissima 1 . Da questelodatissime opere mossi alcuni gentiluomini , cominciarono a ragiona-re » che sarebbe ben fatto » con ? occasione di così rari maestri» fare un, ornamento di storie nella lala del gran Consiglio » nelle quali si dipi-gnessero le onorate magnificenze della loro maravigliosa città » legrandezze » le cose fatte in guerra » ? imprese » e altre cose somi-glianti, degne di estere rappresentate in pittura alla memoria di coloro »che venissero » acciocché al? utile , e piacere » che si trae dalle storie »che si leggono» si aggiugnesse trattenimento al? occhio» e al? intel-letto parimente » nel vedere da dottissima mano fatte ? immagini ditanti illustri signori, e ? opere egregie di tanti gentiluomini d igni fi

fimi

I V> nessuna di queste pitture finora ram- la ae>;o. dice , che in elsa è s. luigi » e nonmeniate dal Vasari , che fece Gentile dopo sa menzione di s. Domenico > di s. Gio*esserli ritirato a lavorare da se solo , fame- vanni, ne di s. Agostino .moria il Ridolfi; clic nel descriver quella cavo-