In s. Marco di Tiuu-Le.
Dipinge nella cappel-la Sistina .
Jsttit-i* di Cosimoper ivi riportar i,premio sopra gli al-tri .
408 Seconda Parte.
loGvinigij il quale cavò da uno di terra fatto da Jacopo della Fonte»quando fece la sepoltura della moglie. In fan Marco di Firenze, alla cap-pella de’ tessitori di drappo, fece in una tavola nel mezzo s. Croce , edalli lati s. Marco , fan Gio Evangelista, s. Antonino arcivescovo diFirenze 5 ed altre figure 1 . Chiamato poi con gli altri pittori ali’ope-ra , che fece Sisto IV. Pontefice nella cappella del palazzo 2 , in compa-gnia di Sandro Eotticello, di Domenico Ghirlandaio, dell’abate dis- Clemente J , di Luca da Cortona, e di Piero Perugino, vi dipinsedi sua mano tre storie ; nelle quali fece la sommersione di Faraone nelmar Rosso : la predica di Cristo a ! popoli lungo il mare di Tiberiade :e P ultima cena de gli apostoli col Salvatore ; nella quale fece una tavo-la a otto facce tirate in prospettiva : e sopra quella in otto facce similiil palco, che gira in otto angoli j dove molto bene scortando » mostròd’intendere quanto gli altri queft’ arte. Dicesi, che il Papa avevaordinato un premio, il quale si aveva a dar' a chi meglio in quelle pit-ture avesse , a giudizio d’ elio pontefice, operato. finite dunque le sto-rie , andò sua Santità a vederle , quando ciascuno de’ pittori si era in-gegnato di far sì, che meritasse il detto premio, e P onore. Aveva Co-simo, sentendosi debole d'invenzione, e di disegno, cercato di occultareil suo difetto con far coperta ali’ opera di finissimi azzurri dirama-rmi , ed’ altri vivaci colori, e con molto oro illuminata la storia ; on-de nè albero, nè erba, nè panno , nè nuvolo vi era , che lumeggiatonon susse , facendosi a credere , che il Papa, come poco diquell’arteintendente , dovesse perciò dare a lui il premio della vittoria . Venutoil giorno, che si dovevano l’opere di tutti scoprire , fu veduta ancola sua, e con molte risa , e motti da tutti gli altri artefici schernita,e beffata, uccellandolo tutti in cambio d’avergli compassione . Ma glischerniti finalmente furono essi ; perciocché que’ colori, siccome si eraCosimo immaginato , a un tratto così abbagliarono gli occhi del Pa-pa, che non molto s’intendeva di simili cose, ancoraché se ne dilet-tasse assai; che giudicò Cosimo, avere molto meglio , che tutti gli altrioperato • E così fattogli dare il premio, comandò a gli altri, che tutticoprissero le loro pitture de i migliori azzurri, che si trovassero, e letoccassimo d’oro ; acciocché lusserò simili a quelle di Cosimo nel colori-to , e nell’ essere ricche - Laonde i poveri pittori disperati d’ avere asoddisfare alla poca intelligenza del Padre santo , si diedero a guastare,quanto avevano fatto di buono . Onde Cosimo si rise di coloro , chepoco innanzi si erano riso del fatto suo . Dopo tornatosene a Firenzecon qualche soldo, attese vivendo assai agiatamente a lavorare al soli»
Essen-
1 Queste pitture di s. Marco non fon più ticanoacart Z;. Fu fabbricata col disegnoin essere , ma fono state imbiancate nel ti- di Buccio Finteli! architetto Fiorentino men-modernare > e ornare la chiesa . rovaio qui addietro a cari.; 5 6.
a Cioè nella famosa cappella Sistina > do- j Cioè D. Bartolommeo della Catta , dive ù crea il Papa. eh' è pienamente descritta cui più sotto fi troverà la Vita ,nella Descrizione del Palazzo apostolico Va-