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Tomo primo.
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412 Seconda. Parte.

quando erano usciti» e. quando ritornavamo , potevan far riverenza , evoltarsi , secondo che bilognava , onde nel tornar in su si voltavan ver-sò il cielo , e dopo erano per simile modo ritirati in alto . Quelli inge-gni dunque » e quelle invenzioni, si dice , che furono del Cecca ; per-Tmtieate prìm» d» chè sebbene molto prima Filippo Brunelleschi 1 n’ aveva fatto de’ cosiFilippo Brunelleschi . fatti 5 vi furano nondimeno con molto giudizio molte cose aggiuntedal Cecca - E da quelle poi venne in pensiero al medesimo di fare lenuvole , che andavano per la città a processione ogni anno la vigilia dis. Giovanni». e 1 ' altre cose , che bellissime si facevano. E ciò era curadi costui 3 per essere > come si è detto » persona , che serviva il pubblico.Ora dunque non sarà se non bene con questa occasione dire alcune cose 3che in detta sesta » e processione si facevano 3 acciò ne’ palli ai posteriB<7 'eritòtmi ddlej memoria 3 essendosi oggi 3 perla maggior parte dismesse . Primiera-su iMešftjle, epr»~ mente adunque la piazza di s. Giovanni si copriva tutta di tele azzur-, te s pi ene di gigli grandi fatti di tela gialla ». e cucitivi sopra . E nel

mezzo erano in alcuni tondi »pur ditela.» e grandi braccia dieci 3 1 ’ ar-me del popolo 3 e Comune di Firenze 3. quella de’capitani di parteGuelfa 3 ed altre 1 e intorno intorno negli estremi del detto cielo 3 chetutta la piazza 3 comedie grandissima sia » ricopriva , pendevano drap-pelloni pur di tela dipinti di varie imprese , d’ armi di magistrati 3 ed’ arti 3 e di molti leoni , che sono una dell’ insegne della città . Que-sto cielo 3 ovvero coperta così fatta» era alto da terra circa venti braccia.,e posava sopra gagliardissimi canapi attaccati a molti ferri 3 che ancor siveggiono intorno al tempio di s. Giovanni nella facciata di s. Mariadel Fiore, e nelle case » che sono per tutto intorno intorno alla dettapiazza ; e fra 1’ un canapo sei’ altro erano funi, che similmente soste-nevano quel cielo ; che per tutto era in modo armato » e particolar-mente in fu gli estremi » di canapi » di funi, e di soppanni. » e fortezzedi tele doppie », e canevacci » che non è possibile immaginarsi meglio _E che è più » era in modo » e con tanta diligenza accomodata ogni. co-sa » che ancoraché molto fossero dal vento » che in quel luogo può asisai» d’ogni tempo» come sa ognuno» gonfiate » e mosse le vele » nonperò potevano essere sollevate > né sconco in modo nessuno . Eranoqueste tende di cinque pezzi » perché meglio si potessino maneggiare ;ma poste su » tutte si univano insieme » e legavano ». e cuscivano di ma-niera» che pareva un pezzo solo. Tre pezzi coprivano la piazza» eiaspazio » che è fra san Giovanni » e santa Maria del Fiore » e quelladel mezzo aveva » a dirittura delle porte principali » detti tondi conV arme del Comune : e gli altri, due pezzi coprivano dalle bande :uno di verso la Misericordia > e l’altro di verso la canonica » e OperaCome flf*bbrir»Jsero di s. Giovanni. Le nuvole poi » che di varie sorte si facevano dalle com»le nuvole. pagnie » con diverse invenzioni» si facevano generalmente a questo

modo - Si faceva un telajo quadro di tavole alto braccia due in circa ,

che

1 Vedi sopra a cari. i<t.