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Tomo primo.
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VITA

DI D. BARTOLOMMEO

ABATE DI S. CLEMENTE

MINIATORE, E PITTORE.

Bontà di V. B,xrto.temano .

Minia .

Ritirato per la pestes’ applicò a dipingerfignre grandi .

Ade volte suole avvenire, che chi è d’animo buono ,e di vita esemplare , non sia-dal cielo provvedutod' amici ottimi, e di abitazioni onorate , e che per ibuoni costumi suoi non sia vivendo in venerazione, emorto in grandissimo desiderio di chiunque l’ha co-nosciuto , come su D- Bartolommeo della Gatta , aba-te di s. Clemente d'Arezzo , il quale fu in diverse cose eccellente ,e-costumatissimoin tutte le sue azioni . Costui, il quale su monaco degli Agnoli di Firenze, dell’ ordine di Camaldoli , fu nella sua giova-nezza , forse per le cagioni, che di sopra si diflono nella vita di don■Lorenzo , miniatore singolarissimo , e molto pratico nfelle cose del di-segno , come di ciò posionofàr fede le miniature lavorate da lui per imonaci di s. Fiore , e Lucilia nella badia d' Arezzo, ed in particolareun mestale, che fu donato a Papa Sisto, nel quale era nella prima cartadelle segrete una passione di Cristo bellissima : e quelle parimentesono di sua mano , che sono in s. Martino duomo di Lucca • Poco dopole quali opere , fu a questo padre da Mariotto Maldoli Aretino, Gene-rale di Camaldoli, e della siesta famiglia , che fu quel Maldolo , ilquale donò a s.Romualdo, institutore di quell’Ordinej il luogo, e sito diCamaldoli, che si chiamava allora Campo di Maldolo; dataladettabadia di s. Clemente d’Arezzo , ed egli come grato del benefizio lavoròpoi molte cose per lo dettoGenerale, e per la sua religione . Ve-nendo poi la peste del 1468. 1 per la quale senza molto praticare si stavaP abate , siccome facevano anco molti altri, in cala ,-si diede a dipi-gnere figure grandi ; e vedendo, che la cosa, secondo il desideriosuo gli riusciva, cominciò a lavorare alcune cose , e la prima fu uns. Rocco, che fece in tavola a i rettori della fraternità d'Arezzo,

che

t In fine di quella Vita si ha , che D. Bar-tolommeo moti nel 1461. onde la peste del14178. non gli potè dar noja ; sicché uno diquesti due numeri sta male . E pure coli si leg-gono in caratteri Romani nella prima edi-zione . Inoltre poco appresto dice il Vasari ,che lavorò nella cappella di Sisto IV. che siifatto Papa nel 147 1. che sarebbero io. annidopo la morte di D. Bartolommeo. Questianacronismi sono seguitati puntualmente dall’

autore d(U[Abeccd*ri«, come potrà vedere

chiunque si voglia prender la pena di ricer-carlo , ma non lo troverà -ne alla lettera B,che è quella del nome.» nò alla G, eh’è quel-la del cognome > ne alla D , che potrebbe es-sere anela' elsa del cognome Velia Catta , odel tìtolo di Don , a cui son riportati quelli»che godevano di un tal titolo» ma bensi ail’A»estendo ordinato cori : Abate D. Bartolom-meo dalla Gatta . Con queir’ ordine , o piut-tosto disordineà ordinato questo Abcecdario.