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Tomo primo.
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Vita di d. Bartolommeo della Gatta. 417

che è oggi nelT udienza , dove si ragunano ; la quale figura racco-manda alla nollra Donna il popolo Aretino ; e in questo quadro ritrailela piazza della detta città , e la casa pia di quella fraternità con alcunibecchini, che tornano da sotterrar morti . Fece anco un altro sanRocco S similmente in tavola , nella chiesa di 8. Fiero, dove ritrailela città d’ Arezzo nella forma propria, che aveva in quel tempo mol-to diversa di quella , che è oggi : e un altro, il quale su molto mi-gliore , che li due sopraddetti, in una tavola, che è nella chiesa dellaPieve d' Arezzo alla cappella de' Lippi ; il quale s. Rocco è una bella »e rara figura , e quasi la meglio , che mai facesse ; e la testa , e le maninon possono estere più belle , nè più naturali. Nella medesima cittàd’ Arezzo fece in una tavola in s. Piero , dove stanno frati de’ Servi,un agnolo Raffaello , e nel medesimo luogo fece il ritratto del beatoJacopo Filippo da Piacenza . Dopo , condotto a Roma , lavorò unastoria nella cappella di Papa Sisto in compagnia di Luca da Cortona 3 Dipinge nella c*ppeUe di Pietro Perugino ; e tornato in Arezzo fece nella cappella de’ la di sèsto iv.Cozzar! in vescovado un s. Girolamo in penitenza , il quale , essendo ^lav™ai^wscomagro , e raso , e con gli occhi fermi attentissimamente nel Crocifisso, vado/™ veJeo 'e pere olendosi il petto, fa benissimo conoscere, quanto l’ardor d’amorein quelle consomatissime carni possa travagliare la verginità. E perquel!’ opera fece un fasto grandissimo con alcune altre grotte di sassi ,fra le rotture delle quali fece , di figure piccole molto graziose, alcu-ne storie di quel Santo. Dopo in s-Agostino lavorò per le monache , ins. Agostino,come si dice , del terzo Ordine , in una cappella a fresco, una corona-zione di nostra Donna molto lodata 5 e molto ben fatta 5 e sotto a que-sta in un’altra cappella una Assunta con alcuni angeli in una gran tavo-la , molto bene abbigliati di panni sottili ; e questa tavola , per cosolavorata a tempera , è molto lodata : e in vero su fatta con buon dise-gno , e condotta con diligenza straordinaria. Dipinse il medesimo,a sresoo nel mezzo tondo, che è sopra la porta della chieso di sonDonato, nella fortezza d’Arezzo » la nostra Donna col figlio in collo, sonDonato , e sin Giovanni Gualberto ; che tutte sono molto belle figure.

Nella badia di s. Fiore in detta città è di sua mano una cappella ali’ iteli* badi* dì s*nentrar della chiesa per la porta principale» dentro la quale è un son kì-re.

Benedetto, ed altri Santi , fatti con molta grazia , e con buona—,pratica , e dolcezza . Dipinse similmente a Gentile Urbinate ve-scovo Aretino j molto suo amico, e col quale viveva quasi sempre »nel palazzo del vescovado in una cappella un Cristo morto : e inuna loggia ritrasse e sto vescovo , il suo vicario, e ser Matteo Fran-cini suo notajo di banco, che gli legge una bolla. Vi ritrasse pari-mente se stesso j ed alcuni canonici di quella città. Disegnò per lomedesimo vescovo una loggia , che esce di palazzo , e va in vescovadoa piano con la chiesi 5 e palazzo : ed a mezzo di questa aveva disegna-to quel vescovo sore, a guiso di cappella, la sua sepoltura, ed in quellaTonuL G g g essere