Vita d* Antonio, e Piero Pollàjuoli. 439
che in breve tempo lo fecero tenere ( come egli era) il principale diquello esercizio. Era in quello tempo medesimo un altro orefice chia-mato Maso Finiguerra 1 , il quale ebbe nome straordinario , e merita-mente ; che per lavorare di bulino , e fare di niello , non si era vedu-to mai , chi in piccoli, o grandi spazj faceste tanto numero di figu-re , quante ne faceva egli ; siccome lo dimostrano ancora certe Paci,lavorate da lui in fan Giovanni di Fiorenza con istorie minutilîìme del-la passione di-Cristo . Costui disegnò benissimo, e assai, e nel libro no-stro v’ è di molte carte di vestiti, ignudi, e di storie disegnate d' ac-querello . A concorrenza di costui fece Antonio alcune istorie , dovelo paragonò nella diligenza, e superollo nel disegno . Per la qual cosai consoli dell’arte de’ mercatanti, vedendo la eccellenza di Antonio ,deliberarono tra loro, che avendosi a fare di argento alcune istorie nelloaltare di s-Giovanni, siccome da varj maestri in diversi tempi sempreera stato usanza di fare , che Antonio ancora ne lavorasse, e così fufatto. E riuscirono queste sue cose tanto eccellenti, che elle si cono-scono fra tutte l’altre per le migliori ; e furono la cena d’Erode , e ilballo d’ Erodiana : ma sopra tutto fu bellissimo il s- Giovanni, che è nelmezzo dell’ altare tutto di cesello, e opera molto lodata . Per il che gliallogarono i detti consoli i candellieri dell’ argento , di braccia treP uno , e la croce a proporzione . Dove egli lavorò tanta roba d’inta-glio , e la condusse a tanta perfezione , che e da’ forestieri , e da’ ter-razzani sempre è stata tenuta cola maravigliosa . Durò in questo me-sti ero infinite fatiche sì ne’ lavori, che e’ fece d’ oro , come in quel-li di smalto, e di argento 2 . In fra le quali sono alcune Paci in s. Gio-vanni bellissime , che di colorito a fuoco fono di sorte , che col pen-nello si potrebbono poco migliorare . E in altre chiese di Fiorenza , edi Roma , e altri luoghi d’Italia si veggono di soo smalti miracolosi.Insegnò quest’arte a Mazzingo Fiorentino, e a Giuliano del Facchinomaestri ragionevoli, e a Giovanni Turini Sanese , che avanzò questiscoi compagni assai in questo mestiero , del quale da Antonio di Salvi 3in qua ( che fece di molte cose , e buone , come una croce grande d’ar-gento nella badia di Firenze, e altri lavori) non s’è veduto granfatto cose , che se ne possa far conto straordinario • Ma e di queste ,e di quelle de’ Pollàjuoli molte, per i bisogni delia città nel tempodella guerra, sono state dai fuoco destrutte, e guaste. Laonde co-
nofcen-
1 Di Maso Finiguerra parla il Baldinucci intitolato: Indice del Parnaso de'pittori ,Dee.,, pari. a. scc. z. a c. > «7. Fu scolare cioè di varj disegni raccolti dal P. Sebastia.di Masaccio . no Resta Milanese prete dell' Oratorio di Ro-
1 Fra gli altri lavori è rammentato dal ma, fi trova notato al nurr. 17. un disegnoBaldin. Dee. 6 . part. a. del sec. 3. c. 117, un d’un nudo in schiena di chiaroscuro del no.elmetto d’argento , che su donato al Conte stro Antonio , che egli appella pletore > e und* Urbino per l’impresa di Volterra nel 1471. alerò nudo di Pietro fratello d’Antonio , chedalla repubblica Fiorentina • Delle Paci qui egli chiama scultore •
nominate vedi le lettere pittoriche tom. a. a 5 Questi quattro artefici mancano ncll*carte 248, apg. j 14. Nell’Indice del libro Abeccdario pittorico .
Maso finiguerra ore-fice » celebre .
Sue Paci per l'altaredi s. Giovanni .
Altri suoi lavori es-quifiti nel detto al-tare.
Suoi allievi »