S' unisce a Pietre, eesercita fece la pit-tura .
Opere lare in diversiluoghi.
Pitture di Pietro .
Porta bene imitatad'un saettatore .
440 Seconda Parti.
nofcendo egli , che quell’ arte non dava molta vita alle fatiche de’ suoiartefici, fi risolvè , per desiderio di più lunga memoria , non atten-dere più ad essa . £ cori avendo egli Piero suo fratello » che attende-va alla pittura , si accostò a quello , per imparare i modi del maneg-giare , ed adoperare i coloriparendogli un’arte tanto differente dati*•orefice, che se egli non avesse cori prestamente refòluto d' abbandona-re quella prima in tutto , e’ sarebbe forfè stata ora , che e' non arebbevoluto osservisi voltato . Per la qual cosà spronato dalla vergogna piùche dall’ utile , appresa in molti mesi la pratica del colorire , diventòmaestro eccellente - £ unitosi in tutto con Piero, lavorarono in com-pagnia di molte pitture , fra le quali, per dilettarsi molto del colorito,fecero al cardinale di Portogallo una tavola a olio in san Miniato almonte , fuori di Fiorenza ; la quale sii posta su l’altar della sua cappel-la . Evi dipinsero dentro s. Jacopo apostolo, s. Euftachio, es. Vin-cenzio , che fono stati molto lodati. E Piero particolarmente vi fecein sul muro a dio , il che aveva imparato da Andrea dal Castagno 1 ,nelle quadrature degli angoli sotto P architrave , dove girano i mezzitondi de gli archi, alcuni profeti : e in un mezzo tondo una Nunziatacon tre figure . Ed a’ capitani di Parte dipinse in un mezzo tondo unanostra Donna col figliuolo in collo , ed un fregio di serafini intorno,pur lavorato a olio. Dipinsero ancora in s. Michele in Orto in un pi-lastro , in tela a olio , un angelo Raffaello con fobia , e fecero nellamercatanzia di Fiorenza alcune Virtù , in quello stesso luogo, dove siedeprò tribunali il magistrato di quella . Ritrasse di naturale Mess. Poggio,segretario della Signoria di Fiorenza j che scrisse P istoria Fiorentinadopo Mefîèr Leonardo d'Arezzo, e Giannozzo Manetti 2 , personadotta e stimata affai, nel medesimo luogo, dove da altri maestri aliai pri-ma erano ritratti Zanobi da Strada poeta Fiorentino , Donato Accia-ioli , e altri nel Proconsolo : e nella cappella de' Pucci a san Seba-stiano de’ Servi fece la tavola dell’altare, che è cosa eccellente, erara , dove sono cavalli mirabili, ignudi, e figure bellissime in istor-io , e il s. Sebastiano stesso ritratto dal vivo , cioè da Gino di Lodovi-co Capponi ; e fu quest’ opera la più lodata , che Antonio facesse giam-mai . Conciossiachè per andare egli imitando la Natura , il più chee’ poteva, fece in uno di que’ saettatori, che appoggiatasi la balestraal petto si china a terra per caricarla , tutta quella forza, che puòporre un sorte di braccia in caricare quell’ istrumento ; imperocchée’si conosce in lui il gonfiare delle vene , e de’ muscoli, e il riteneredel fiato , per fare più forza . E non è questo solo ad essere condottocon avvertenza , ma tutti gli altri ancora con diverse attitudini,
assai
1 Come lì legge in fine della Vita di cito predo la badia, il qual luogo ora è la ean-Castagno. cdleria della Nunziatura Apostolica , come
a Questi due ritratti del Poggio» e del s’c detto . Ma di questi ritratti non si fa <jud-Manetci ciano ncll’ udienza del Proconsolo che ne sia stato.