Vita di Benedetto da Majano . 455
molto belle , e fra l’altre un ottangolo di figure d' avorio , profilatedi nero, bello allatto, il quale è nella guardaroba del Duca . Pari»mente Girolamo della Cecca, creato di coitui, e pistero aneli' egli del-la Signoria , lavorò ne’ medesimi tempi pur di commeflò molte cose .Fu nel medesimo tempo David Pistoiese , che in s. Giovanni evange-lista di Pistoja fece ali' entrata del coro un s. Giovanni evangelista dirimesto : opera più di gran fatica a condursi, che di gran disegno.E parimente Gerì Aretino, che fece il coro » e il pergamo di s. Ago-stino d’Arezzo, de’medesimi rimesti di legnami, di figure , e pro-spettive . Fu questo Geri molto capriccioso, e fece di canne di le-gno un organo perfettistimo, di dolcezza, e soavità, che è ancoroggi nel vescovado d’ Arezzo , sopra la porta della sagrestia, mante-nutosi nella medesima bontà : che è coso degna di maraviglia 5 e dalui prima mesta in opera . Ma nesluno di costoro, nè altri su a gran pez-zo eccellente , quanto Benedetto , onde egli merita fra i migliori arte-fici delle sire profelìioni d’ eslèr sempre annoverato, e lodato .
nota . Qui addietro a cart-^^. fi fa menzione di tre fratelli Tuffi) 0 delTaso , come intagliatori di legno . Questi furono figliuoli di Gio. Batista le-gnaiuolo , e figliuolo di Niccoli ) come in autentiche scritture ha trovato/’ accurati(fimo fìg. Mmn't . Lo stoffa Vasari nella Vita del Cecca a cari. 414 .dice , che il carro della zecca fu fatto da Domenico , Marco , e Giulianodel Tasto, che allora erano de’primi maestri disegnarne, che in Fio-renza lavorassero di quadro , e d’intaglio . Ma poi nella Vita di NiccoliTribolo , che fi troverà nel secondo tomo di quest ’ Opera , fi parla lunga-mente d’un Tasso legxajuolo 3 per favore cîun ministro del Granduca innalza-to ali ’ impiego cT architetto , e fattogli fare la loggia de ’ mercanti ( che ven-ne in parte storpiata ) e una porta d? una chiesa , la quale è fregolatiffima . Maquivi il Vasari non dice mai , come avesse nome , per lo che non fi può saperqual fosse de ’ quattro qui sopra nominati . Vero è , che il Quelli a car 216.delle Bellezze di Firenze lo chiama Bernardo , ma non ne porta alcun ri-scontro , e questo nome non fi trova tra quelli , che sono citati qui sopra . Ins. Ambrogio di Firenze è il loro sepolcro con questa iscrizione : Francescodi Domenico del Tasso, & filior. mcccclxx . Ma stante quello millesi-mo pare , che questo Domenico sìa più antico di quello , che nomina il Vasariiperché in una scrittura autentica fi trova : Batista di Niccolò del Tastòarchitettore, e legnajuolo 1549.Domenico ào figliuolo 1550.inta-gliatore di legname.
VITA