463 Seconda Parte.
drea stette a lavorare in Roma , oltre la detta cappella , dipinse in unQuadretti bellissimo, quadretto piccolo una nostra Donna col figliuolo in collo , che dorme ;
e nel campo, che è una montagna ,fece dentro a certe grotte alcuni scar-pellini, che cavano pietre per diversi lavori, tanto sottilmente, e contanta pacienza, che non par possibile, che con una fottii punta di pennel-lo si posta far tanto bene ; il qual quadro è oggi appresto lo Illustrisi, sig.D. Francesco Medici, principe di Firenze , il quale lo tiene fra le suecose carissime . Nel nostro libro è in un mezzo foglio reale un disegno diDiségno di chiarofcn- mano d’Andrea finito di chiaroscuro , nel quale è una Judit, che metteio ingegnosisimo . nella tasca d’una sua schiava mora la testa d’ Oloserne, fatto d’un chiaro-scuro non più usato, avendo egli lasciato il foglio bianco, che serveper il lume della biacca tanto nettamente, che vi si veggiono i capellisfilati, e T altre sottigliezze, e non meno, che se Fissero stati conmolta diligenza fatti dal pennello . Onde si può in un certo modo chia-mar questo piuttosto opera colorita, che carta disegnata. Si dilettòTtttstampo di rame . il medesimo, siccome fece il Pollajuolo, di fare stampe di rame , e fral’altre cose fece i suoi trionfi , e ne su allora tenuto conto , perché nonchiesa della vitto - st era veduto meglio . E fra l’ultime colé , che fece , fu una tavola diy &Àwhm°^ *'* pittura a s. Maria della Vittoria , chiesa fabbricata con ordine, e di-segno d'Andrea dal marchese Francesco, per la vittoria avuta in sulfiume del Taro, essendo egli generale del campo de’Veneziani con-tra a’ Francesi ; nella quale tavola, che su lavorata a tempera , e postaali’ altar maggiore, è dipinta la nostra Donna col putto a sedere sopraun piedestallo , e da basso sono s. Michelagnolo , s. Anna , e Gioac-chino , che presentano esso Marchese, ritratto di naturale tanto bene ,che par vivo, alla Madonna , che gli porge la mano. La quale , comepiacque, e piace a chiunque la vide, così sodisfece di maniera alMarchese, che egli liberalissimamente premiò la virtù , e fatica d’ An-drea ; il quale potè , mediante l’essere stato riconosciuto da i Princi-pi di tutte le sue opere , tenere insino ali’ ultimo onoratamente il gra-do di cavaliere . Furono concorrenti d’ Andrea Lorenzo da Lendi-nara, il quale su tenuto in Padova pittore eccellente , e lavorò ancodi terra alcune cose nella chiese di s. Antonio, ed alcuni altri di nonmolto valore. Amò egli sempre Dario da Trovisi, e Marco ZoppoBolognese, per essersi allevato con esso loro sotto la disciplina delloSquarcione ; il quale Marco fece in Padova ne’ frati Minori una loggia ,che ferve loro per capitolo, ed in Pesaro una tavola , che è oggi nellachiesa nuova di s. Giovanni Evangelista : e ritrasse in un quadro GuidoBaldo da Monteseltro , quando era capitano de’ Fiorentini. Fu si-milmente amico del Mantegna Stefano pittor Ferrarese , che fecepoche cose , ma ragionevoli ; e di sua mano si vede in Padova 1’ orna-mento dell’ arca di s. Antonio, e la Vergine Maria , che si chiama delPilastro • Mi per tornare a esso Andrea , egli murò in Mantoa , e di-pinse per uso suo una bellissima case, la quale si godette mentre visse;