Tavola a s. Venatofuor di Firenze conmolti ritratti al na'tarale .
littura a fresco la •sciata imperfètta .
Tavola in Firenzefinita da altri pitto-
Altre sue opere inFirenze .
Sua morte in età fre-sca .
Suoi amabili costumi.
474 Seconda Parte.
so della detta croce , e del Santo , che vi è sopra nudo , da una bandauno con una scala S con la quale l'ha inforcata» e dall’ altra un altrocon un puntello , sostenendola insino a che due altri, fatto lieva a pièdel ceppo» e pedale d’ està croce » va bilicando il pesò» permetterlanella buca fatta in terra » dove aveva da stare ritta ; che più non è posi.sibile nè per invenzione » nè per disegno » nè per quale si voglia al-tra industria » o artifizio far meglio . Sortovi » oltre ciò » molte grot-tesche» e altre cose lavorate di chiaroscuro simil al marmo» esattestranamente con invenzione » e disegno bellissimo. Fece anco a i fratiScopetini a fan Donato fuor di Fiorenza » detto Scopeto » al presenterovinato » in una tavola i Magi » che ofseriscono a Cristo > finita conmolta diligenza ; e vi ritrasse in figura d’uno astrologo » che ha in manoun quadrante » Pier Francesco vecchio de' Medici, figliuolo di Loren-zo 1 di Licci » e similmente Gio. padre del sig. Giovanni de’ Medici ,e un altro Pier Francesco 3 di e sto sig. Giovanni fratello , ed altri se-gnalati personaggi. Sono in quest’ opera Mori » Indiani , abiti strana-mente acconci » e una capanna bizzarrifsima . Al Poggio a Cajano co-minciò per Lorenzo de’ Medici un sacrifizio a fresco in una loggia ,che rimase imperfetto . E per le monache di s. Girolamo sopra la costaa fan Giorgio in Firenze » cominciò la tavola dell’ altar maggiore ,che dopo la morte sua fu da Alonso Berughetta i Spagnuolo tirata assaibene innanzi ; ma poi finita del tutto » estèndo egli andato in Ispa-gna » da altri pittori. Fece nel palazzo della Signoria la tavola dellalala » dove stavano gli Otto di pratica : e il disegno d’ un’ altra tavo-la grande con P ornamento per la sala del consiglio » il qual dise-gno » morendosi non cominciò altramente a mettere in opera » sebbe-ne fu intagliato l’ornamento » il quale è oggi appresto maestro LaccioBaldini Fiorentino » fisico eccellentissimo » e amatore di tutte le virtù iFece per la chiesa della Badia di Firenze un s. Girolamo bellissimo.Cominciò a i frati della Nunziata » per P altar maggiore , un deposto dicroce» e finì le figure dal mezzo in fu solamente » perché sopraggiuntoda febbre crudelissima » e da quella strettezza di gola , che volgarmen-te si chiama sprimanzia» in pochi giorni si morì di 45. anni. Onde es-sendo sempre stato cortese » a stàbile » e gentile » fu pianto da tutti co-loro» che P avevano conosciuto » e particolarmente dalla gioventù diquesta sua nobile città » che nelle feste pubbliche » mascherate » ed altrispettacoli si servì sempre con molta sodisfazione dell’ ingegno » e in-venzione di Filippo » che in così fatte cose non ha avuto pari. Anzi
fu tale
1 Questo Lorenzo non fu figliuolo di Bit- j Il Paloinino nel tona. 2 - delle Vite de*ti » ma bensì di Gio. d’ Averardo detto Bicci • pittori Spagnoli scritte in quella lingua ci di
2 Quello Pierfrancesco fu fratello cugino la Vita di questo eccellente pittore > scultore,del Signor Gio. detto delle Bande nere , e pa- e architetto , nativo di Parcdcs presso a Val-dre di Cosimo primo ; il quale Pierfrancesco liadolid •
fu figlinolo di Lorenzo di Picrfranccsco Me-dici detto il vecchio.