Vita di Francesco Francia . 48 z
là Nunziafa suor della porta di lan Mammolo 1 , quando la nostraDonna è annunziata dall’ angelo, insieme con due figure per lato, te»,nuta cosa molto ben lavorata. Mentre dunque per l’opere del Franciaera cresciuta la fama sua, deliberò egli, siccome il lavorare a olio gli ave-va dato fama , e utile , così di vedere, se il medesimo gli riusciva nellavoro in fresco . Aveva fatto M. Giovanni Lenti vegli dipignere il suopalazzo a diversi maestri e Ferraresi , e di Bologna, e alcuni altriModenesi ; ma vedute le prove del Francia a fresco » deliberò che eglivi facesse una storia in una facciata d’una camera » dove egli abita-va per suo uso ; nella quale fece il Francia il campo di Oloserne arma-to in diverse guardie a piedi, e a cavallo , che guardavano i padiglio-ni : e mentre , che erano attenti ad altro, fi vedeva il sonnolentoOloserne , preso da una semina succinta in abito vedovile , la qualecon la sinistra teneva i capelli sudati per lo calore del vino , e del son-no, e con la destra vibrava il colpo per uccidere il nemico; men-tre che una serva vecchia , con crespe , e aria veramente da serva fida-tisi: ma , intenta negli occhi della sua Judit per inanimirla, chinatagiù con la persona, teneva basta una sporta, per ricevere in essa ilcapo del sonnacchioso amante : storia, che su delle più belle, e megliocondotte , che il Francia facesse mai ; la quale andò per terra nellerovine di quello edifizio nella uscita de’ Bentivogli, insieme con un’altra storia sopra questa medesima camera , contraffatta di colore dibronzo d’una disputa di filosofi , molto eccellentemente lavorata , eespressovi il suo concetto. Le quali opere furono cagione, che_,M. Giovanni , e quanti eran di quella casa , lo amasi:no , e onorasli-no : e dopo loro , tutta quella città . Fece nella cappella di s. Ceciliaattaccata con la chiesa di s. Jacopo due storie, lavorate in fresco; inuna delle quali dipinse quando la nostra Donna è sposata da Giusep-pe, e nell’ altra la morte di s. Cecilia : tenuta colà molto lodata da’Bolognesi. E nel vero il Francia prese tanta pratica , e tanto animo ,
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1 Questi Nunziata c ali' altar maggiorecappella de' (ignori Tanari >,ove oltre la Ma-donna, e 1 ’angiolo Gabbriello , vi fono al-tri angioli, e s. Francesco , e S. Giorgio ,Ma in questa medesima chiesa nella cappellaScappi è un quadro lacerale dello steste» Fran-cia con la Madonna , e Gesù , e s. Giovanni,no , e i ss. Paolo, e Francesco ; e nella conti-gua cappella Orasti il Crocili sto con la Ma-donna , e la Maddalena , e r. Girolamo, e,.Francesco, e vi è scritto : Francia auttfix ,Forse s'intitolava orefice, e non pittore » perdimostrare , che non aveva avuto maestro al-cuno nella pittura , E certo nè il Vasari , i èil Malvada nella Vita di e sto ci dicono di chifosse scoiare. Solamente il Ealdinucci nel luo-go citato <i dà notizia » che il suo maestro
fu Marco Zoppo 5 e lo dice anche il Malvada,altrove a e.} j i. dove parla di detto Marco, eil P. Orlanti! ncll’Abecedario , ma nello stes-so lungo fa scolare di Marco anche lippe Dai-ni alio , che gli fu anteriore quasi d’ un mezzosecolo ; perche Io stello Oriundi nella primaedizione , dove parla di Lippo dice , che mo-rì nel 1408.
Nella Descrizione del palazzo Vaticano aearr.z;, fi dice , che Pietro Perugino fu mae-stro di Rocco Zoppo, che nell’Abeccdariodella prima stampa manca , ma è aggiuntonella sua edizione dal Guaiienti j-e per sco-lare del Perugino ce lo dà anche il Vasarinella Vita di detto Perugino . Veto è, cheMarco fu Bolognese > c Rocco Fiorentino ; on-de pare , che sosterò duc-divcrsc persone .
N>/ s/tUz,rcc dc'Bcn-tivogli .
Pittura a fresco ins. Cecilia .