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Tomo primo.
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490 Seconda Parte.

Vescrìitcne del con - entrare di quel convento era un picciol chiostro di grandezza appunto* quanto la chiesa , cioè lungo braccia quaranta , e largo venti -, gli archi,

e volte del quale , che giravano intorno , posavan sopra colonne di pie-tra 5 che facevano una spazioso, e molto comoda loggia intorno intorno.Nel mezzo del cortile di questo chiostro , che era tutto pulitamente,e di pietre quadre lastricato , era un bellissimo pozzo con una loggiasopra , che posava similmente sopra colonne di pietra , e faceva ricco,e bello ornamento. Ed in questo chiostro era il Capitolo de’fra ti la por-ta del stanco , che entrava in chiesa , e le scale , che salivano di so-pra al dormentorio, e altre stanze a comodo de’ frati . Di là da_,questo chiostro, a dirittura della porta principale del convento , era unandito lungo quanto il Capitolo , e la camarlingheria , e che risponde-va in un altro chiostro maggiore , e più bello, che il primo . E tuttaquesta dirittura, cioè le 40. braccia della loggia del primo chiostro ,l’andito , e quella del secondo facevano un riscontro lunghissimo , ebello, quanto più non si può dire , estendo massimamente suor del dettoultimo chiostro, e nella medesima dirittura una viottola del Torto lungabraccia 200. e tutto ciò venendosi dalla principal porta del conventofaceva una veduta maravigliosa . Nel detto secondo chiostro era un re-fettorio lungo braccia 62., e largo 18. con tutte quelle accomodatestanze , e come dicono i frati, osticine , che a un si fatto convento sirichiedevano. Di sopra era un dormentorio a guisa di T. una parte delquale , cioè la principale, e diritta, la quale era braccia 60. era dop-pia , cioè aveva le celle da ciascun lato, e intesta in uno spazio diquindici braccia un oratorio, sopra T altare del quale era una tavoladi mano di Piero Perugino , e sopra la porta di esso oratorio era un’altra opera in fresco , come si dirà , di mano del medesimo : e al me-desimo piano, cioè sopra il Capitolo , era una stanza grande , dove sta-vano que’padri a fare le finestre di vetro , con i fornelli, e altri co-modi , che a cotale esercizio erano necestàrj. E perché mentre vistePietro, egli fece loro per molte opere i cartoni, fuorono i lavori, chefecero al suo tempo, tutti eccellenti . L’orto poi di questo conventoera tanto bello, e tanto ben tenuto , e con tanto ordine le viti intor-no al chiostro, e per tutto accomodate, che intorno a Firenze nonsi poteva veder meglio . Similmente la stanza, dove stillavano , fecon-do il costume loro , acque odorifere , e coso medicinali, aveva tuttiquelli agi, che più , e migliori si possono immaginare . Insomma quelconvento era de’ belli , e bene accomodati , che fossero nello Statodi Firenze : e però ho voluto farne questa memoria , e massimamenteestèndo di mano del nostro Pietro Perugino la maggior parte dellepitture , che vi erano. Al qual Pietro tornando oramai, dico, che dell’ferirono i lavori a opere, che fece in detto convento , non si sono conservate se non letavole , perché quelle lavorate a fresco furono per lo assedio di Firen-ze