493 Seconda Parte.
importanti pitture, che facesse , come fu nell’udienza del Cambio diPerugia , dove fono di sua mano figure bellissime : in quelle che lavoròin Ascesi , e finalmente a Roma nella cappella di Papa fillio . Nellequali tutte opere diede Andrea tal saggio di se , che si aspettava , chedovesse di gran lunga trapassare il suo maestro . E certo così sarebbe sta-to 5 ma la fortuna , che quasi sempre a gli alti principi volontieri s’op-pone , non lasciò venire a perfezione l’Ingegno ; perciochè cadendogliun trabocco di scesa ne gli occhi, il misero ne divenne, con infinitodolore di chiunque lo conobbe , cieco del tutto. Il qual caso, digniisi-mo di compatitone , udendo Papa Sisto ( come quelli, che amò semprei virtuosi ) ordinò , che in Ascesi gli suste ogni anno, durante la vitadi esso Andrea , pagata una provvisione, da chi là maneggiava P entra»te . E così su fatto , insino a che egli si morì d’ anni ottantasei.
Furono medesimamente discepoli di Pietro, e Perugini anch*eglino , Eusebio s. Giorgio, che dipinse in s. Agostino la tavola de’Magi : Domenico di Paris, che fece molte opere in Perugia , ed attor-no per le castella , seguitato da Orazio suo fratello : parimente GianNiccola , chetin s. Francesco dipinse in una tavola Cristo nell’ orto , ela tavola d’Ognissanti in s. Domenico alla cappella de' Paglioni, e nellacappella del Cambio istorie dir. Giovanni statista in fresco - stenedettoCaporali 1 , altrimente Ditti, fu aneli’ egli discepolo di Piero , e di suamano sono in Perugia sua patria molte pitture : e nell’architettura—,s’ esercitò di maniera , che non solo fece molte opere , ma contentò Vi-truvio in quel modo, che può vedere ognuno, essendo stampato ; ne iquali studi seguitò Giulio suo figliuolo pittore Perugino . Ma nessu-no di tanti discepoli paragonò mai la diligènza di Pietro , nè la gra-zia , che ebbe nel colorire in quella sua maniera , la quale tanto piacqueal suo tempo a che vennero molti di Francia , di Spagna, d’Alema-gna , e d'altre provincie per impararla. E dell’ opere sue si fece, comesi è detto, mercanzia da molti, che le mandarono in diversi luoghi,innanzi che venisse la maniera di Michelagnolo ; la quale avendo mo-stro la vera, e buona via a queste arti, P ha condotte a quella perfezio-ne , che nella terza seguente Parte si vedrà ; nella quale si tratterà del-l’eccellenza, e perfezione dell’ arte , e si mostrerà a gli artefici, chechi lavora, e studia continuamente , e non a ghiribizzi, o a capricci,lascia opere, e si acquista nome , facultà , ed amici .
nota. Il Vasari replica lestejse cose di questo Caporali nel fine della Vi-ta di Luca Signorelli , chiamandolo sempre Benedetto , quando il suo veronome fu Gio. Batista , nel quale errore cadde anche il Baldinucci sec. 4. a car-ré 289 e il P. Oriundi , che di più non fa parola di Gio. Batista nel suo Abe-cedario , dove per altro nel Catalogo de’ libri, che trattano delle tre bel-le
1 Non so, se si deva dire » che il Caporali contentasse » o traducesse Vitruvio, e se avessecome Benedetto .