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Tomo primo.
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Vita di Pietro Perugino. 497

to nella Vita sua » tenne sempre la maniera di Pietro. Fu similmentesuo discepolo Rocco Zoppo , pittor Fiorentino , di mano del quale ha Difessoli di Pietro ,in un tondo una nostra Donna molto bella Filippo Salviati> ma è « t-rs «pere.vero , eh' ella su finita del tutto da estb Pietro . Lavorò il medesimoRocco molti quadri di Madonne » e fece molti ritratti j de’quali nonfa bisogno ragionare ; dirò bene , che ritraile in Roma , nella cappella diSisto, Girolamo Riarso, e fra Piero cardinale di s. Sisto. Fu ancodiscepolo di Pietro il Montevarchi, che in s. Giovanni di Valdarnodipinse molte opere, e particolarmente nella Madonna , l’istorie delmiracolo del latte . Lasciò ancora molte opere in Montevarchi sua pa-tria - Imparò parimente da Pietro , e stette assai tempo seco , Gerinoda Pistoja, del quale si è ragionato nella Vita del Pinturicchio 1 : e cosìanco Laccio Ubertino Fiorentino, il quale su diligentistimo così nelcolorito , come nel disegno, onde molto se ne servì Pietro. Di manodi costui è nel nostro libro un disegno d’ un Cristo battuto alla colonna,fatto di penna, che è cola molto vaga.

Di questo Laccio fu fratello» e similmente discepolo di Pietro »

Francesco, che fu per soprannome detto il Bacchiacca , il quale fu dili-gentissimo maestro di figure piccole, come si può vedere in molteopere state da lui lavorate in Firenze , e massimamente in casa Gio.

Maria Benintendi, ed in casa Pier Francesco Borgherini. Dilettassi ilBacchiacca di far grottesche ; onde al sig. duca Cosimo fece uno studiolopieno d'animali, ed' erbe rare, ritratte dalle naturali, che sono tenu-te bellissime : oltre ciò fece i cartoni per molti panni d’arazzo » che poifurono tessiti di seta da maestro Giovanni Rollo Fiamingo, per le stanzedel palazzo di S. Eccellenza. Fu ancora discepolo di Pietro, GiovanniSpagnuolo» detto per soprannome lo Spagna» il quale colorì meglio»che nessun altro di coloro » che lasciò Pietro dopo la sua morte ; il qua-le Giovanni » dopo Pietro » si sarebbe fermo in Perugia » se l’invidia dei pittori di quella città» troppo mimici de’forestieri » non 1' avessimoperseguitato di sorta » che gli fu forza ritirarsi in Spoleto ; dove per labontà » e virtù sua su datogli donna di buon sangue » e fatto di quellapatria cittadino ; nel qual luogo fece molte opere » e similmente intutte P altre città dell’ Umbria : ed in Ascesi dipinse la tavola dellacappella di s. Caterina » nella chiesa di sotto di s. Francesco » per il car-dinale Egidio Spagnuolo » e parimente una in san Damiano . In santaMaria de gli angeli dipinse nella cappella piccola » dove morì s. Fran-cesco » alcune mezze figure grandi quanto il naturale » cioè alcuni com-pagni di fan F rancesco » ed altri Santi molto vivaci » i quali mettono inmezzo un san Francesco di rilievo . Ma fra’detti discepoli di Pietromiglior maestro di tutti fu Andrea Luigi d’Ascesi chiamato l’Ingegno »il quale nella sua prima giovanezza concorse con Rass elio daUrbinosotto la disciplina di esso Pietro» il quale l’adoperò sempre nelle piùTom.I. R r r im-

1 V. sopra a cart.480.