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Tomo primo.
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Vita di Vittore Scarpaccia , ed altri . S 03

me suo , parendogli forse, come è in effètto , eh’ ella sulle una dellemigliori pitture, che aveste fatto ; e secondo il costume suo , vi di-pinse un pavone bellissimo, ed appresto due lioncini, i quali non so-no molto belli» perché non potè allora vederne de’naturali » comefece il pavone . Dipinse ancora in una tavola del medesimo luogo »siccome si costumava in que’ tempi » molte figure dal mezzo in sii, cioès. Niccola da Tolentino » ed altri. E la predella fece piena di storie infigure piccole della vita di quel Santo . In s. Fermo chiesa della me-desima città , de i frati di s. Francesco » nel riscontro dell’ entrare perla porta del fianco fece , per ornamento d’un deposto di croce » dodiciprofeti dal mezzo in fu grandi quanto il naturale » ed a’ piedi loroAdamo , ed Eva a giacere, ed il suo solito pavone , quasi contrassegnodelle pitture fatte da lui. Il medesimo Stefano dipinse in Mantova, in Muntovi.nella chiesa di s. Domenico » alla porta del Martello » una bellissima no-stra Donna » la testa della quale , per avere avuto bisogno i padri dimurare in quel luogo, hanno con diligenza posta nel tramezzo dellachiesa alla cappella di s. Or sola, che è della famiglia de’ Recuperati »dove sono alcune pitture a fresco di mano del medesimo . E nella chie-sa di s. Francesco , sono, quando si entra a man destra della porta prin-cipale , una fila di cappelle murate già dalla nobil famiglia della Rom-ma » in una delle quali è dipinto nella volta di mano di Stefano iquattro Evangelisti a sedere » e dietro alle spalle loro > per campo » fe-ce alcune spalliere di rofàj con uno intestato da canne a mandorle,e variati alberi sopra, ed altre verdure piene d’uccelli, e particolar-mente di pavoni. Vi sono anco alcuni Angeli bellissimi. In questa me-desima chiesa dipinse una s. Maria Maddalena grande quanto il natu-rale , in una colonna , entrando in chiesa a man ritta . E nella stradadetta Rompilanza» della medesima città» fece a fresco in un frontespiziod’ una porta una nostra Donna col figliuolo in braccio , ed alcuni an-geli dinanzi a lei inginocchioni, ed il campo fece d’ alberi pieni difrutte. E queste sono l’opere , che si trova essere state lavorate da Ste-fano » se ben si può credere, estèndo vivuto assai , che ne facesse mol-te altre. Ma come non ne ho potuto alcun’ altra rinvenire , così nè ilcognome , nè il nome del padre, nè il ritratto suo, nè altro partico-lare . Alcuni affermano , che prima , che venislè a Firenze , egli fu Creduto discepolo didiscepolo di maestro Liberale pittore Veronese : ma questo non im- Liberile Veronese.porta , basta che imparò tutto quello, che in lui fu di buono , in imparò in Firenze .Fiorenza da Agnolo Gaddi.

Fu della medesima cittadi Verona Aldigieri da Zevio , fami- Aldigieri,sue pitturegliarissimo de' signori della Scala, il quale dipinse , oltre a molte altre ** Veron(t •opere , la sàia grande del palazzo loro , nella quale oggi abita il po-destà , facendovi la guerra di Gerusalemme , secondo che è scrittada Joseffò ; nella quale opera mostrò Aldigieri grande animo, e_,giudizio , spartendo nelle facce di quella sala da ogni banda una

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