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Tomo primo.
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Nel!?, nona è il vescovo a sedere sotto un padiglione con lo scettro ,e vi e-espreiTo un castello , da cui escono molti, che si raccomandanoai veicovo , che ha intorno alcuni soldati, nel cui scudo è intagliata Tar-me di Pietramala . Sopra è scritto : Casse! Facognano , e rappresenta lapresa di e sto tralasciata dal Vaiar! .

Nella decima è scritto : Fendine, e significa la presa di questo castello.

NelT undecima è la presa del Bucine in Valdambra , come si racco-glie dal nome intagliatovi .

Nella duodecima èia presa di Caprese , e vi è scritto il solo nomeCaprese . >

Nella decimaterza , dove si legge Caterina , si rappresenta la distru-zione di questo castello.

Nella decimaquarta è la rovina , e T incendio del Monte Sansovino,e vi è notato : El monte Sansavino .

Nella decima quinta , la cui iscrizione dice : La coronazione , si vedenon quella del vescovo , come dice il Vasari, ma quella , che il vesco-vo fece di Lodovico Bavaro Imperatore, che sta genuflesso avanti sal-tare di S. Ambrogio di Milano. Sopra T altare è la corona Imperiale ,e il calice ; e il vescovo unge T Imperadore , che è nudo da mezzo insu . Intorno al vescovo sono de’ preti , e intorno ali’ Imperadore mol-ti Baroni con ricche sopravvesti, nelle quali è T arme di Pietramala .Non vi sono cavalli, come dice il Vasari, ne vi potevano essere_j ,perché la storia è rappresentata in chiesa, il cui tetto è quivi espresso.

Nella decima sesta , e ultima è la morte del vescovo . Evvi scritto :La morte di Misere .

M-gg- <*//<* ». i. Dopo le parole : Bologna perlustrata , questa citazione :part.i.ac.16. Fu speso in questa tavola scudi d'oro2i;o. come dice i\Mastini,adietro a lui TAccademico Ascoso a c. izz. dell’edizione del1755. la quale per altro è poco stimabile,perché invece d'esser miglioredell’antecedenrti, è peggiore . L’ultimo pagamento su fatto nel 1396. IlBaldinucci nel luogo citato a c.68. del tom.i. dice , che il Gherardaccinelle Storie di Bologna asserisce lo stesso part. 2. libr. 20. a c.87. ma poisoggiunge , che Antonio Mastini nella sua Bologna perlustrata a c. ti 6.ci dà notizia „ essersi di poi trovate scritture autentiche nel conven-„ to di quei Padri, dalle quali apparisce , che quel lavoro fosse fatto„ non altrimenti da Agostino, e da Agnolo Sanesi, ma da Jacopo, ePietro Paolo Veneziani.

V.^1 . Questa testa d’ argento col cranio di s. Donato si conferva tut-tora nella Pieve di Arezzo.

J^.14. La mitra, e il pastorale qui rammemorati non esistono piùnella cattedrale d’Arezzo, ne si sa , che T argenteria del cardinale.diPietramala si conservino presso i PP. francescani della Verista .

y, 4. Questo Jacobello, e questo Piero Paolo Veneziani sarannosenza fallo que’due scultori, a’quali il Mastini attribuisce la tavo-la di marmo di s. Francesco di Bologna, come sic notato qui pocoaddietro.

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