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Tomo primo.
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VITA DI STEFANO, E UGOLINO.

V. 33 -T) lattosio dovea il Vasari dire , che Giuliano da s. Gallo si 6/.

JL era servito dell’invenzione di Stefano nel far la scala , cheè fuori del palazzo del Poggio a Caiano , perché Giuliano ne fui’ ar-chitetto , e il magnifico Lorenzo fece la spela ; se forse il Magnificonon suggerì al Sangallo di vale r si , e mettere in opera il pensiero diStefano.

F.n. E’un gran danno , che queste pitture sieno perite, come è pe> P.£g.rito il martirio di s. Marco nominato poco sotto , poiché fatto nel tra-mezzo della chiesa , che fu demolito, come si è detto altrove .

La nota 3, per errore della stampa è stata mal collocata , e andava P.69.posta nella carta seguente 70. al ver. 4.

V.g. Poteva il Vasari avvalorare la sua conghiettura , che Glottino P.70.foste figliuolo di questo Stefano, perché si suole porre il nome del lorononno ai figliuoli, che nascono , ed estendo Stefano figliuolo di Ric-cio di Lapo , doveva porli il nome di Riccio . Ma avendo per mogliela Caterina figliuola di Ciotto , è molto probabile, che gli poneste ilnome dell’ avo materno tanto celebre , e glorioso per tutto il Mondo,e piuttosto che Riccio , lo chiamasse Ciotto. E per 1 ’uso , che si hadi chiamare i fanciulli col diminutivo del loro nome , e anche per ve-nerazione , e distinzione dal suo nonno,fosse sempre chiamato Gioitine.

F.zg. La tavola dell’altar maggiore di s.Croce fu tolta via, quando fufatto quel grandissimo, e magnifico ciborio di legno col disegno delVasari ; e Dio sa dov’ ella è andata .

V.2. Ugolino morì nel 1339. onde qui è errore nel numero 1349. o P.71.dello stampatore , o del Vasari , né l’ho corretto, quando riveddi lastampa, perché non avevo questa notizia . Il Baldinucci ci dà qualchelume di questo Stefano nel dee. 3. del sec. 2. a c. 34. ma non dice co-sa , che non abbia detto il Vasari, se non quel che si è detto della suagenealogia .

VITA DI PIETRO LAURATI-

s.i-TL Vasari non ci dice di chi fosse il Laurati discepolo , ma il p.72.

L Baldinucci dee. 3. del sec. 2. a c. 31. lo fa scolaste di Giotto.

Non voglio lasciar di notare anche qui non esser vero , che .il Vasari scrivesse a passione , e che fosse pieno d’invidia contro i pit-tori, che non erano dello Stato Fiorentino . Questo Pietro fu Senese,cioè d’ una repubblica ,che è stata sempre in gara co’ Fiorentini, ondetra queste due Nazioni ha regnato sempre un eterna animosità , comesi apprende dalle Storie; e pure il Vasari nel principio di questa Vita faun lungo, e magnifico elogio di questo pittore, anzi tutta la Vita sipuò dire un suo perpetuo panegirico .

V. 24. Il tabernacolo nominato qui si conserva ancora, ma la pit-tura ha patito per la lunghezza del tempo

^.3. Tutte queste pitture son perite . P .7 3 .

V.ig. Questa tavola è anche di prelente nella Pieve d’Arezzo ap-poggiata al muro laterale, ed è divisa in tre pezzi, ma ben conservata

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