15 Terza
Francia nel 1500., dove morì pri-gione nel castello di Loches nel 1510.L’ingresso Hi Luigi XII. in Milanoseguì nel 1499. a’6. d’ Ottobre , eallora Lionardo fece quel Leone, dicui parla il Vasari, e Paolo Lomaz-eo nel detto trattato della pitturanel libr. 2. cap-1. a cart. 106., maquest’ ultimo, che scrisse questo fat-to iu la relazione di Francesco Mel-zo discepolo del Vinci, e bravo pit-tore, e miniatore,prese uno sbaglio dimemoria, dicendo, che il mentovatoLeone fu fatto per la venuta a Mi-lano di Francesco I. successore diLuigi XII.
La più illustre opera da Lionardofatta in Milano, e forse altrove, èil famoso cenacolo nel refettorio del-la Madonna delle grazie. Poco, onulla ne dice il Vasari nella primaedizione ; ma in questa ne ha parlatodistesamente. Tuttavia voglio sog-giungere quel che riguarda il pre-sente stato di questa pittura . Di essan' è fatta menzione da molti, ma tut-ti ne compiangevano la perdita, co-me fra gli altri Francesco Scannellinel suo Microcosmo libr. 1. cap. 6.che lo vide nel 1642. e che cita (no.Batista Armenini, che anche primadi lui 1’ aveva veduto , e stampato ilamenti di questa perdita . Ma aven-do sentito per una incerta , e pocosicura voce, eh’era stato restituitoin un buono stato, procurai d’aver-ne più certe notizie, e I’ ebbi dagliEcc. sign.Principi Corsini intenden-tissimi,e informatisiìmi delle più bel-le produzioni di queste arti, i qualitrattenendosi in Milano, ebbero tut-to l’agio di contemplarlo, ed ammi-rarlo . E nello stesso tempo n’ ebbila sottoscritta relazione , più distin-ta , e distesa dal dotto, ed erudito
Parte.
P. Bibliotecario di quel conventodelle Grazie ; procuratami dalP eru-ditissimo, e cortesislimo signor AbateBaldassarre Oltrocchi Bibliotecariodell' Ambrosiana , la qual relazioneho voluto riportare tal quale mi futrasmessa. Non è però, che questaammirabile pittura non abbia qual-che poco deteriorato nel colorito .Ma si veggano le lettere pittoriche,a c. 183. dove si troverà tutto . E’necessario assolutamente legger tut-ta quella lettera LXXXIV. e lecopiose note, che vi sono sotto, sesi vuol aver piena notizia di questomiracoloso uomo , e della sua manie-ra di pensare, e di operare, e de’suoi studj, e de' libri da esso compo-sti , e che avventure abbiano soffer-te . Anche Raffaello Du Fresne nel-la Vita del Vinci, stampata avanti alTrattato della pittura del medesimoVinci, ce ne lasciò una nota, dopoquella di molte sue pitture, e parti-colarmente di quelle , che sono inFrancia . Per questo è bene leggereanche questa Vita, dove sono molteparticolarità . Si corregga per altrouno sbaglio, che prese il Du Fresine,come oltramontano, in due nomi.Dove dice , che Pompeo Leni lasciòalcuni manoscritti del Vinci a Cleo-doro Calchi, e che gli vendette zooscudi al signor Galeazzo Lonati • sidee leggere Polidoro Calchi, e Ga-leazze Arconati ; come si vede acart. 172. del tomo il. delle letterepittoriche . Questo Arconati gli do-nò alla libreria Ambrogiana con unapiù che eroica liberalità, nella ma-niera , che si legge nella seguente is-crizione inciso in marmo , e affissanella galleria delle pitture presso ladetta libreria;
LEO-