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Tomo secondo.
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Terza Parte.

Et gentem, & patriam noscis : tibi gloria éc ingensNota est: hac tegitur nam Leonardus humo.Perspicuas picturae umbra; , oleoque colore;

Illius ante alio; docta manus poluit.

Imprimere lile hominum,Et pictis animam fìngerOltre 1 ’opere nominate dal Va-sari , in s. Onosrio di Roma è unaMadonna col putto dipinta sul muro:e nel palazzo Barberini è la figliuolad’Erodiade con un manigoldo, che leporge la testa di Giovanni, dipintain tavola , che par fatta ora : e in unaltro quadro uno studio di due testedi femmine delicatissime. E nel pa-lazzo Strozzi pur in Roma è un ri-tratto d’una fanciulla col libriccinoin mano . Nel palazzo Panfili è la di-sputa di Gesù Cristo tra’ dottori,mezze figure , ammirabile . Nella li-breria Ambrosiana fono cinque qua-dri , e alcuni nella galleria del arci-vescovado , e uno nella sagrestia dis. Maria presto a s. Cello , tutti inMilano . Veggasi il Borghi ni a cart.io. e 299. dee. dell’ edizione del1730. e le note al medesimo. Il Lo-mazzo nelTratt. della pittura libr.2.cap. 8. scrive : „ Anch’ io mi trovo„ una festicciuola ( cioè vna testa„ piccola ) d’un Cristo , mentre,, ch’era fanciullo di propria mano di„ Lionardo Avinci ( cioè da vinci )

„ nella quale si vede la semplicità,

,, e purità del fanciullo accompa-,, guata da un certo che , che dimo-„ stra sapienza , intelletto, e maestà,

„ e l’aria, che pure è di fanciullo te-„ nero, e pare aver del vecchio .Questo può esser uno studio del qua-dro di Panfili.

Il signore Felibien ne’suoiTratte-nimenti sopra le V ite de’pittori &c.trattenim. 2. a carte 189. dice, cheil fign. Jabac raccolse molti quadrirari,ed eccellenti, sparsi per la Fran-cia , e specialmente nella galleria delRe , nella quale poi non ne nom-inerà del Vinci se non tre, 1. s. Gio-vanni nel deserto , 2. la Madonna

divum quoque corpora in aere .

! novit equi;.

con s. Anna , 3. un’ altra Madonnain ginocchioni. Il sig. Argenville nenumera molti più,forse acquistati daldetto Jabac , poiché il sig. Argen-ville stampò 60. anni dopo Filibien.I quadri annoverati dal suddetto Ar-genville , fono, 1. s. Michele con unuomo inginocchioni , 2. una santaFamiglia , con un s. Michele , e unaltr’angelo, 3. un Bacco , 4. la bel-la Ferraja , 5. un ritratto d’unadonna , 6. un Cristo con un globoin mano, 7. il ritratto di madonnaLisa del Giocondo ; e i tre numera-ti da Filibien, il quale non ha fattomemoria del ritratto della Giocon-da , forse perche il Vasari aveva giàdetto, che era nella galleria del redi Francia. Accenna bensì una Ma-donna col bambino in braccio , cheera presto al marchete diSurdì. Di-ce , per cosa maravigliosa, e comese soste uno spazio di tempo ben lun-go , che Lionardo nel fare il dettoritratto impiegò quattro mesi , maquesto tempo farebbe maravigliosoper Lionardo rispetto alla sua bre-vità , e non alla lunghezza . Il Fili-bien ha scambiato i mesi dagli anni,che il Vasari dice, che Lionardo ven’ impiegò appunto quattro , e lolasciò non finito . Il medesimo auto-re a cart. 195. ci dice, che la testadi s. Gio. Batista fatta per Cammillodegli Albizi, orasi trova nel palaz-zo del principe di Condè, e a carte189. racconta, che il mentovato Ja-bac aveva presso di se molti disegnidel Vinci. Il Lomazzo nel libr. 7.cap. 26. del suo Trattato della pittu-ra a cart. 637. racconta che Lionar-do ritrasse due mostri „ Unode’qua-„ li era bellissimo fanciullo col mem-„ bro in fronte , e senza naso , e

„ con