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Tomo secondo.
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Ritratti squisiti inliren&e .

Vita di Giorgione e Castelfranco . 25

ritratto ) con una zazzera , come si costumava in que’ tempi in fino allespalle , vivace , e colorita , che par di carne. Ha un braccio, ed il pettoarmato , col quale tiene la testa mozza di Golia. L’altra è una testonamaggiore , ritratta di naturale, che tiene in mano una berretta rosta dacomandatele con un bavero di pelle , e sotto uno di que’sajoni ali'antica . Questo si pensa , che soste fatto per un generale d’eserciti. Laterza è d’ un putto, bella quanto si può fare , con certi capelli a ufo divesti, che san conoscere l'eccellenza di Giorgione , e non meno l’af-fezione del grand isti mo Patriarca, eh* egli ha portato sempre alla virtùsua, tenendole carissime , emeritamente. In Fiorenza è di man sua incala de’ figliuoli di Gio. Borgherini il ritratto d’esso Giovanni , quan-do era giovane in Venezia, e nel medesimo quadro il maestro , che loguidava, che non si può veder in due teste nè migliori macchie di colordi carne, nè più bella tinta di ombre. In cala Antonio de’Kobili èun’ altra testa d’un capitano armato , molto vivace , e f tonta , il qualdicono estere un de’capitani, che Consalvo Ferrante menò seco a Ve-nezia , quando visitò il doge Agostino Barberigo ; nel qual tempo si di-ce , che rimaste il gran Conssilvo armato , che su cosa rarissima , e non sipoteva vedere pittura più bella , che quella , e che esiò Consalvo se nela portò seco. Fece Giorgione molti altri ritratti , che sono sparsi inmolti luoghi per Italia , bellissimi, come ne può far fede quello di Lio-nardo Loredano » setto da Giorgione, quando era doge, da me vistoin mostra per un’Astensa 1 , che mi parve veder vivo quel serenissimoPrincipe ; olirà che ne è uno in Faenza in cassi di Giovanni da CastelBolognese, intagliatore di carnei, e cristalli eccellente, che è fattoper il suocero suo, lavoro veramente divino ; perché vi è una unionesfumata ne’ colori , che pare di rilievo più che dipinto. Dilettossimolto deljdipignere in fresco , e fra molte cose , che fece , egli conduf- freschi felicemente _>se tutta una facciata di ca Soranzo in su la piazza di san Paolo, nella condotu per gemo.quale', oltra molti quadri, estorse, ed altre sue fantasie , si vede unquadro lavorato a olio in su la calcina, cossi , che ha retto ali’ acqua ,al Sole , ed al vento, e conservatasi fino a oggi. Ecci ancora una Pri-mavera , che a me pare delle belle cose , eh’ ei dipingeste in fresco ,ed è gran peccato , che il tempo l’abbia consumata sì crudelmente . Edio per me non trovo cosa, che nuoca più al lavoro in fresco , che gli Sci- Aere marmo, e st-racchi , e massimamente vicino asta marina , dove portano sempre ssil- pllture ”° e,vt * ll{Usedine con esiò loro. Seguì in Venezia Panno 1504. al ponte del Rialtoun fuoco terribilissimo nel fondaco de’ Tedeschi, il quale lo consumò V'P' n g* « fresco iltutto con le mercanzie , e con grandissimo danno de’ mercatanti, do- * on M0ve la Signoria di Venezia ordinò di rifarlo di nuovo , e con maggiorcomodità d’abituri, e di magnificenza : e d’ornamento, e bellezza fuspeditamente finito j dove estendo cresciuta la fama di Giorgione , siiP. Ili D con-

I Così nominano in Venezia la sesta dell’Ascensione del Signore .