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Tomo secondo.
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Vita. di Piero di Cosimo. 35

f può dire , che e’ la mutasse quali a ciò , che faceva . E le Piero nonfosse stato tanto astratto, e avesse tenuto più conto di se nella vita,eh’ egli non fece , arebbe fatto conoscere il grande ingegno, eh' egliaveva, di maniera che farebbe stato adorato dove egli per la be-stialità stia fu piuttosto tenuto pazzo ; ancorch’ egli non facesse male ,se non a se solo nella fine , e beneficio , e utile con le opere ali' artestia . Per la qual colà doverebbe sempre ogni buono ingegno » ed ognieccellente artefice, ammaestrato da questi esempj, avergli occhi allafine . Nè lascerò di dire , che Piero nella stia gioventù, per estere Stfvt * i*vtnutmicapriccioso» e di stravagante invenzione» fu molto adoperato nelle tm *J c eratt *mascherate » che si fanno per carnovale ; e su a quei nobili giovaniFiorentini molto grato » avendogli molto migliorato e d’ invenzio-ne » e d’ ornamento » e di grandezze » e pompa » quella sorta di pas-satempi . E si dice » che fu de' primi > che trovasse di mandarglisuora a guisa di trionfi » o almeno li migliorò assai » con accomodareP invenzione della storia non solo con musiche » e parole a propositodel subietto ; ma con incredibil pompa d’accompagnatura d’uominia piedi, ed a cavallo » di abiti » e abbigliamenti accomodati allastoria : cosa » che riusciva molto ricca > e bella » e aveva insieme delgrande » e dello ingegnoso . E certo era colà molto bella a vedere dinotte venticinque » o trenta coppie di cavalli ricchistimamente abbi.gliati » co’ loro signori travestiti secondo il soggetto dell’ invenzio-ne : sei > o otto staffieri per uno , vestiti d’ una livrea medesima , con fZusó 7le torce in mano, che tal volta pasta vano il numero di 400. e il carropoi > o trionfo pieno d’ornamenti » o di spoglie » e bizzarilfime fan-tasie » cosa » che fa assottigliare gs ingegni, e dà gran piacere » e so-tisfazione a’ popoli. Fra questi, che assai furono » e ingegnosi » mipiace toccare brevemente d’ uno » che fu principale d’invenzione diPiero già maturo d’anni » e non come molti piacevole per la se avaghezza ; ma per il contrario per una strana > e orribile » ed inaspet-tata invenzione dì non piccola iàtissazione a’ popoli ; che come ne*cibi talvolta le cose agre, così in quelli passatempi le cose orribili »purché siano fatte con giudizio, e arte » dilettano maravigliosamen-te il gusto umano : cosa , che apparisce nel recitare le tragedie . Que-sto su il carro della Morte da lui segretissimamente lavorato alla saladel Papa , che mai se ne potette spiare coso alcuna » ma su veduto »e saputo in un medesimo punto.

Era il trionfo un carro grandissimo tirato da bufoli tutto nero» edipinto d’ osta di morti, e di croci bianche , e sopra il carro era unaMorte grandissima in cima » con la sirice in mano » ed aveva in giro alcarro molti sepolcri col coperchio ; ed in tutti que’ luoghi, che il tri-onfo si fermava a cantare » s’aprivano, e uscivano alcuni vestiti di telanera» sopra la quale erano dipinte tutte le ossature di morto nelle brac-cia» petto » rene » e gambe, che il bianco spiccava sopra quel nero, ed

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