Vita di Bramante da Urbino. 4$
per esser’ egli risoluto, presto, e Ironisti,no inventore, che da tuttaquella città su del continuo ne’ maggiori bisogni da tutti i grandi ado-perato . Per il che creato Papa Giulio II. l’anno 1503. cominciò a ser-virlo . Era entrato in fantasia a quel Pontefice d’ acconciare quello fpa- ^ econc ; A btlveitnzio , eh’ era fra Belvedere, e ’1 palazzo , eh’ egli avesse forma di tea- con molto giudizio .tro quadro, abbracciando una valletta, eh’ era in mezzo al palazzopapale vecchio, e la muraglia , che aveva , per abitazione del Papa ,fatta di nuovo Innocenzio Vili. e che da due corridori, che met-teslino in mezzo questa valletta, si potesse venire di Belvedere in pa-lazzo per logge , e così di palazzo per quelle andare in Belvedere : eche dalla valle , per ordine di scale, in diversi modi si poteste salire sulpiano di Belvedere . Per il che Bramante , che aveva grandissimo giu-dizio 5 ed ingegno capriccioso in tali cose , spartì nel più basse, conduol ordini d’altezze , prima una loggia Dorica bellissima , simile alcolisco de’ Lavelli 1 ; ma in cambio di mezze colonne mise pilastri, etutta di travertini la murò; e sopra questa un secondo ordine Jonicosodo di finestre, tanto eh’ei venne al piano delle prime stanze delpalazzo papale, ed al piano di quelle di Belvedere, per far poi unaloggia più di 400. palli dalla banda di verso Roma 2 , e parimente un’ al-
1 II palazzo de' Lavelli, oggi degliOrsini tra ’l Tevere, e piazza Mon-tanara , era il teatro di Marcello ,ch’al presente è estremamente guasto,non ostante , che andasse conservatocon gran cura, essendo 1 ’ Unica fab-brica d’ ordine Dorico , che sia ri-mala in Roma d’ antico.
2 II pensiero di Bramante fu inge-gnosissimo , e bellissimo , e d’ unamagnificenza uguale a quella degliantichi Romani, avendo divisato uncortile lungo 400. passi , e fattovi insondo una nicchia così vasta , cheanche dal!' altra parte del cortile ap-parisce una cosà sommamente ma-gnifica , la qual nicchia è posta inmezzo di due palazzetti compagni .E perché questo cortile rimanevamezzo in basso , e il rimanente incosta, per salire alla detta nicchia ,e a’ due palazzetti, ridusse la mento-vata costa in un piano alto quanto ilpiede de’ palazzetti, onde il cortileper due terzi in circa rimane in unpiano più basso, e nel rimanente in
un piano alquanto più alto ; e per sa-lirvi fece una scala doppia a più ri-volte nobilissima, con una- bella nic-chia , e fonte tra le due branche ,adornando quel luogo intorno allascala lateralmente a guisa di teatrocon circa 20. colonne di granito finod’ ordine Dorico; il che nobilitava ilcortile T e la diversità de’ piani leva-va Podiosità della gran lunghezza ,che sorse sarebbe stata soverchia pa-ragonandola alla larghezza . Ma Li-sto Quinto poche canne avanti allascala fabbricò a traverso al cortileuna grandissima stanza in volta , etanto larga, che bisogne» nel mezzoservi un ordine di grossi pilastri, per -trasportarvi la libreria di Listo IV.eh’ era a terreno ; la quale stanzaguastò tutto quel che con tanto belloartifizio aveva divisato Bramante.Né 1 ’ architetto seppe metterla inpiano co’ due lunghi corridori, tra’quali è rinserrata, onde ali’entrarvisi scende uno scalino , e ali’ escir dal-l’altra parte per entrare nel corride-