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Tomo secondo.
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Vita di Raffaello da Urbino. S-

sozza* modestia» ed ottimi costumi, quanti farebbono bastati a rico-prire ogni vizio, quantunque brutto , ed ogni macchia » ancorchégrandissima. Laonde si può dire sicuramente , che coloro, che sonopossessori di tante rare doti, quante si videro in Rastrello da Urbino »siano non uomini semplicemente, ma, so è così lecito dire 1 , Deimortali . E che coloro , che ne i ricordi della fama lasciano quaggiùfra noi, mediante 1’ opere loro , onorato nome , possono anco sperared’avere a godere incielo condegno guiderdone alle fatiche, e me-riti loro. Nacque adunque Raffaello in Urbino , città notissima in Ita-lia , l’anno 1483. in venerdì santo a ore tre di notte , d’un Giovannide' Santi 2 , pittore non molto eccellente, ma sibbene uomo di buono in-

gegno » e atto a indirizzare i si^lui, per mala fortuna sua , non eP- III.

1 Espressione poetica , e enfaticausata non per sentimento vero dell’animo , ma per non aver trovata es-pressione , che nel senso proprio di-cesse quelche il Vasari avrebbe volu-to esprimere .

2 Di Gio. de’ Santi numera alcu-ne opere il Baldin. dee. î. sec. 4. acar. 171., e sono una tavola in sanFrancesco d’Urbino , dove è la Ma-donna in un trono con sopra il Pa-dre eterno , e a’ piedi alcuni Santi.Nella chiesa del corpvs domini latavola del primo altare a man sini-stra , e in s. Lassano la storia del suomartirio . A Cagli dipinse a frescoin s. Gio. una Pietà , e quivi pureun 5. Lassano,e una Madonna in tro-no con alcuni Angeli, e Santi. Ilmedesimo Baldinucci ( ivi ) pone lanascita di Raffaello nel 1484. per is-baglio , nel quale è difficile a pensarecome ei cadesse, essendo noto dal!'epitaffio, che campò 37. anni, e chemorì nel 1520. nello stesso dì , chenacque . Oltreché la persona di Raf-faello è tanto nota , e tanti autori neparlano , che pareva impossibile losbagliare . Ma sembra una vera fata-lità , che tutti gli autori, che hannotrattato di queste materie, abbianoa esser caduti in errori massicci. Cir-ca alla stirpe di Raffaello , riferirò ,che il Card. Albani, che fu poi Cle-mente XI. aveva un ritratto d’An-

sinoli per quella buona via, che aa stata mostra nella sua gioventù.M E per-

cosso de’ Santi, che teneva in manouna cartella , in cui si leggeva : „ Ge-„ nealogia Raphaelis Sanctii Urbin.

,, Tulius Sanctius Tiberii Bacchi„ civis Romani eloquentissimi affi-,, nis, primus Sanctiorum familiae ,„ quas adhuc Urbini illustris extat ,„ ab agris dividendi cognomen im-„ pofuit. Unde Antonius Sanctius„ contractis literis , qui hic pictus,, est, defeendit. Hic genuit Joan-„ nem Jacobum Canonicum , faerse-„ que theologias peritimi, Se Joan-„ nem Baptistam peditum ducem for-,, tissimum , & Galeatium egregium„ pictorem , Sebastianumque, & fi-„ liam. Calcatiti; genuit Julium ma-„ ximum pictorem, qui hujus genea-„ logiae est auctor , Se Antonium fe-„ cundum, Vìncentiumque ambos„ pictores , aliofque filios, Se filias .„ Ex Sebastiano Hieronymus , Se„ Joannes Baptista orti funt. Ex Ju-„ fio Galeatius fecundus, Curtius,„ Annibal , Se alii fisti , & filias ,„ quorum nonnulli hic funt picti.„ Ex Antonio Claudio; cura mul-„ ti; filiabus . Ex Joanne Baptista„ Sebastiani filio Joannes , ex quo,, or tu; est Raphael, qui pinxit an-„ no mdxix. „ Dal che si vede, chequesto ritratto d’Antonio è stato ta-gliato da una tela più grande, dov'erano altri ritratti.

N uscita di pitdrumediocre , ma ono-rate pittore.