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Tomo secondo.
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90 ^ Terza Parte.

E perché sapeva. Giovanni, quanto importi allevare i figliuoli nonAllevato eoi lattu con il latte delle balie , ma delle proprie mairi ; nato , che gii su Ra.materno , che giova snello , al quale così pose nome al battesimo con buono augurio , voi-», costumi . se , non avendo altri figliuoli, come non ebbe anco poi, che la pro-

pria madre lo allattaste, e che piuttosto ne* teneri anni apparasse incasa i costumi paterni, che per le case de' villani, e plebei uominimen gentili, o rozzi costumi, e creanze. E cresciuto che su , comin-S ’esercita nella pit- ciò a esercitarlo nella pittura , vedendolo a colai' arte molto inclina-si-» aiutandoti pa- to , e di bellissimo ingegno ; onde non paslàrono molti anni, che Ra-<ire ' saelloj ancor fanciullo, gli su di grande ajuto in molte opere , che Gio-

vanni fece nello Stato d’Urbino . In ultimo , conoscendo questo buo-no » e amorevole padre , che poco poteva appresso di se acquistare ilE ntra fra gli allievi sigsiuolo, si dispose di porlo con Pietro Perugino, il quale , secon-del Perugino . do che gli veniva detto, teneva in quei tempo fra i pittori il primoluogo . Perché andato a Perugia, non vi trovando Pietro, si mise , perpiù comodamente poterlo aspettare , a lavorare in lan Francesco alcu-ne cose . Ma tornato Pietro da Roma , Giovanni , che persona costu-mata era , e gentile , fece seco amicizia , e quando tempo gli parve ,col più acconcio modo , che seppe , gli dille il desiderio suo. E cosìPietro, eh’ era cortese molto, e amator de’ belli ingegni, accettòRaffaello ; onde Giovanni andatosene tutto lieto a Urbino , e preso ilputto , non senza molte lagrime della madre , che teneramente l’ama-Pietro fece buon prt- va » 1° menò a Perugia , là dove Pietro veduto la maniera del dise-sugio di Raffaello . gnare di Raffaello, e le belle maniere, e costumi, ne se quel giudi-zio , che poi il tempo dimostrò verissimo con gli effètti . E' cosa nota-bilissima , che studiando Raffaello la maniera di Pietro , la imitò co-sì appunto , e in tutte le cose , che i suoi ritratti non si conoscevanoImitò squisttament* dagli originali del maestro : e fra le cose sue , e di Pietro non si sa-li maestro . psva certo discernere; come apertamente dimostrano ancora in san

Francesco di Perugia alcune figure, eh’ egli vi lavorò in una tavola aolio per madonna Maddalena degli Oddi ; e ciò sono una nostra Don-na a stènta in cielo , e Gesù Cristo , che la corona , e di sotto intornoal sepolcro sono i dodici Apostoli, che contemplano la gloria celeste.Ed a piè della tavola , in una predella di figure piccole, {partite intre storie , è la nostra Donna annunziata dal!' angelo , quando i Magiadorano Cristo , e quando nel tempio è in braccio a Simeone ; la qua-le opera certo è fatta con estrema diligenza ; echi non avesse in pra-tica la maniera, crederebbe fermamente, eh’ ella suste di mano diComincia a gir a sor - Pietro , laddove eli’ è senza dubbio di mano di Raffaello. Dopo quest’no per dipingere , e opera, tornando Pietro per alcuni suoi bisogni a Firenze, Raffaellopesar*itmaeflrì partitosi di Perugia , se n’ andò con alcuni amici suoi a Città di Castel-

lo, dove fece una tavola in sant’Agostino di quella maniera, e si-milmente in san Domenico una d’un Crocifisso , la quale, se non vifusse il suo nome scritto, nessuno la crederebbe opera di Raffaello, ma

sibbene