Vita di Raffaello da Urbino. 93
della feconda maniera, i quali sono oggi apprestò l'Illustrissimo , edEccellentissimo Guidobaldo Duca d’Urbino. Fece al medesimo un qua- -Qi vtr j- e e p trt p er %dretto d'un Cristo , che ora nel!' orto , e lontani alquanto i treD« t «, eperlechie-Apostoli » che dormono ; la qual pittura è santo finita » che un minio/« distrugtti,non può essere nè migliore , nè altrimenti. Questa , essendo stata grantempo apprestò Francesco Maria duca d’ Urbino r » fu poi dal!’ Illu-strissima signora Leonora sua consòrte donata a don Paolo Giustiniano »e don Pietro Quirini Viniziani, e romiti del sacro eremo di Camaldo-li ; e da loro su poi > come reliquia » e cosa rarissima» e insommadimano di Raffaello da Urbino, e per memoria di quella IllustrissimaSignora , posta nella camera del Maggiore di detto eremo, dove è te-nuta in quella venerazione , eh’ ella merita. Dopo queste opere, eavere accomodate le cose sue , ritornò Raffaello a Perugia, dove_.fece nella chiesa de' frati de’ Servi , in una tavola alla cappella degli Ansidei, una nostra Donna » s. Gio- Batista » e s. Niccola 1 2 . E ins. Severo della medesima città , piccol monastero dell’ ordine di Camal-doli , alla cappella della nostra Donna » fece in fresco un Cristo in glo-ria , un Dio Padre » con alcuni angeli attorno > e sei Santi a sedere,cioè tre per banda , san Benedetto , san Romualdo, san Lorenzo,san Girolamo , san Mauro» e sen Placido; ed in quest’opera » la qua-le , per cosa in fresco , su allora tenuta molto bella » scrisse il nomesuo in lettere grandi, e molto bene apparenti. Gli su anco fatto di-pignere nella medesima città, dalle donne di sant’ Antonio da Pa-doa » in una tavola 3 » la nostra Donna» e in grembo a quella» sic-come piacque a quelle semplici » e venerande donne, Gesù Cristo ve-stito » e da i Iati di essa Madonna» s. Piero» s. Paolo» s. Cecilia» es. Caterina ; alle quali due fante vergini sece le più belle , e dolci ariedi teste » e le più varie acconciature da capo » il che fu cosà rara inque’ tempi » che si possano vedere . E sopra questa tavola » in un mez-zo tondo » dipinse un Dio Padre bellissimo » e nella predella dell’altare tre storie di figure piccole * » Cristo quando se orazione.»
1 Francesco Maria su padre diGuidobaldo, che gli succede nel Du-cato. Questo quadretto dell’ Orazio-ne nell’ orto può esser quello , chepossiede il duca d’ Orleans , che nonè più grande d'un mezzo foglio , edè di quella maniera, con cui dipigne-vain quel tempo Raffaello. Fu in-tagliato da Gio.Carlo Filipart per laraccolta di Crozat j se forse non è ilquadretto nominato pochi versi ap-pretto , come forse è più verisimile .
2 Questa tavola è in s. Fiorenzo
martire posseduta da’PP. Serviti. Il
Morelli nelle notizie delle pitturedi Perugia ne fa memoria , e dice e&sere della prima maniera , ed è così,talché pare di Pietro Perugino , male teste eccellenti mostrano, che èopera di Raffaello.
5 Questa tavola è sparita, avendo-la le monache venduta. V- il Morel-li delle pitture di Perugia a cari.Forse sarà andata in Ispagna.
4 Queste tre storie adesso sono nel-la galleria del duca d’ Orleans prove-nutegli dalla compra de’ quadri delDuca di stracciano. Sono state fatte
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