ter le studio fatto inTire. t,e migliorò lamaniera ,
-4 Terza Parti.
nell’orto: quando porta la cioce, dove sono bellissime movenze disoldati, che lo strascinano : e quando è morto in grembo alla madre,opera certo mirabile , devota , e tenuta da quelle donne in gran vene-razione 1 , e da tutti i pittori molto lodata . Nè tacerò, che si conob-be , poi che su stato a Firenze , eh’ egli variò , ed abbellì tanto la ma-niera , mediante l’aver vedute molte cose, e di mano di maestri ec-cellenti , eli’ ella non aveva che fare alcuna cosà con quella prima , senon come su stèro di mano di diversi, e più, e meno eccellenti nellapittura . Prima , che partiste di Perugia , Io pregò madonna AtlantaEaglioni , eh’ egli voleste farle per la sua cappella, nella chiesa dis. hrancesoo z , una tavola j ma perché egli non potè servirla allora ,le promise , che tornato , che fosse da Firenze , dove allora , persuoi bisogni era forzato d’andare , non le mancherebbe . E così venu-to a Firenze , dove attese con incredibile fatica a gli studj dell’ arte ,fece il cartone per la detta cappella , con animo d’ andare , come fe-ce , quanto prima gli venisse in acconcio , a metterlo in opera-,.Dimorando adunque in Fiorenza, Agnolo Doni , il quale , quanto eraassegnato nell’ altre cose , tanto spendeva volentieri, ma con più ri-sparmio , che poteva , nelle cose di pittura , e di scultura , delle qua-li si dilettava molto , gli fece fare il ritratto di se , e della sua donna 3in quella maniera, che si veggono appresso Gio. Batista suo figliuolo ,nella case, che detto Agnolo edificò bella, e comodissima in Firen-ze , nel corso de’ Tintori apprestò al canto degli Alberti. Fece an-co a Domenico Canigiani in un quadro la nostra Donna col puttoGesù , che sa sesta a un fan Giovannino , portogli da senta Elisabetta ,che mentre lo sostiene , con prontezza vivissima guarda un san Giusep-pe , il quale standosi appoggiato con ambe le mani a un bastone , chinala testa verso quella vecchia , quasi maravigliandosi , e lodandone lagrandezza di Dio, che così attempata avesse un sì picciol figliuolo.E tutti pare, che stupiscano del vedere con quanto senno in quella
età.
intagliare da Crozat. E’ curioso divedere quel che sapeva fare Raffaelloancor giovanetto . Dell’ Orazionenell’ orto si è parlato nella Nota 4. Ilportar della croce, che è un quadret-to molto baffo, e per lo contrariomolto lungo,su intagliato da Niccolòde Larmessm . E il Gesù morto ingrembo alla Madre , sorretto da sanGiovanni, e cui la Maddalena baciail piè sinistro con Niccodemo, e Giu-seppe d’ Arimatea in piedi, uno diquà,e uno di là, su intagliato da Clau-dio du Flos, e ambedue sono nellaraccolta di Crozat.
i Le monache venute appresso
alienarono queste pitture, e in luogodi esse fecero fare una tavola a Vin-cenzio Pellegrini Perugino credutoscolare del Baroccio, nella quale èla Madonna , che sposa s. Caterina,V. il detto Morelli a cart. 23.
2 II Vasari scambia da s.Frances-co a s. Bernardino , che è una chie-sa vicina a s. Francesco, e così scam-bia di nuovo poco sotto .
z II ritratto d’ Agnolo Doni si èmantenuto, ma quello della donna,eh’ è Maddalena Strozzi ha moltopatito , perché è screpolato tutto lo-stucco, e formato come una rete asta!fitta.