Vita di Raffaello da Urbino. 107
mostra in questa l’orrore della prigione , nel veder legato fra. que’ duearmati con le carene di ferro, quel vecchio , il gravissimo formo nelleguardie , e il lucidissimo splendore dell’ angelo nelle scure tenebredella notte, luminosamente far discernere tutte le minuzie della car-cere , e vivacissimamente rifplendere 1’ armi di coloro in modo , chei lustri pajono bruniti più, che se fustino verissimi, e non dipinti.
Né. meno arte , e ingegno è nelP atto, quando egli sciolto dalle ca-tene esce suor di prigione , accompagnato dall’ angelo , dove mostranel viso san Piero piuttosto d’essere un sogno , che visibile . Comeancora si vede , terrore, e spavento in altre guardie , che armate suordella prigione sentono il remore della porta di serro, e una senti-nella con una torcia in mano desta gli altri ; e mentre con quella sa lorlume , riverberano i lumi della torcia in tutte le armi ; e dove nonpercuote quella , serve un lume di Luna . La quale invenzione aven-dola fatta Raffaello sopra la finestra , viene a esser quella facciata piùscura , avvengachè quando si guarda tal pittura, ti dà il lume nelviso , e contendono tanto bene insieme la luce viva con quella dipiu-.ta , co’ diversi lumi della notte , che ti par vedere il fumo della tor-cia , lo splendor dell’ angelo, con le scure tenebre della notte sì natu-rali , e sì vere , che non diresti mai, eh’ ella fosse dipinta , avendoespresso tanto propriamente sì difficile imaginazione . Qui si scorgononell’arme l’ombre , gli sbattimenti, i ristessi, e le fumosità del ca orde’lumi, lavorati con ombra sì abbacinata , che in vero si può dire,ch’egli fosse il maestro degli altri. E per colà, che contraffaccia la notte,più si .file di quante la pittura ne fece giammai, questa è la più divina ,e da tutti tenuta la più rara .
Egli fece ancoi a in una delle pareti nette, il culto divino 1 e l’ar-ca de gli Ebrei , ed il candelabro , e Papa Giulio , che caccia 1 ' avarizia Isterìa dì Elùder*dalla Ghiela , storia di bellezza , e di bontà simile alla notte detta di so- stìmatìjsma .pra ; nella quale storia si veggono alcuni ritratti di palafrenieri 2 , chevivevano allora, i quali in su la sedia portano Papa Giulio , veramentevivissimo , al quale mentre, che alcuni popoli, e femmine fanno luogo,perché e’ passi , si vede la furia d’un armato a cavallo , il quale accompa-
O 2 gua-
ti La storia rappresenta Eliodoro ,andato al tempio di Gerusalemmeper saccheggiarlo , come si legge ne’libri de’ Maccabei. Questa istoria fuintagliata in rame ad acquaforte daCarlo Maratta , ed è una bella , erara carta per esser disegnata eccel-lentemente . La pittura fu fatta1’ anno 1512. e si crede, che sopra diella molto vi abbia lavorato GiulioRomano, perché è d’una tinta più
forte, e più scura di quella di Raf-faello .
2 II palafreniere , che è più avan-ti, è il ritratto di Marcantonio Rai-mondi suddetto, eccellentissimo inta-gliatore , e dietro al Papa è ritrattoil segretario de’ memoriali, che tie-ne un soglio in mano , ed evvi scrit-to sopra : Jo: Petro de’Foliariis Cre-monen . Vedi la descrizione del Pa-lazzo Vaticano a cart. 217.