Vita di Raffaello da Urbino. 115
sionatìssimo nel tormento dello avvicinarsi alla morte , cascato in terraper il peso del legno della Croce, e bagnato di siidore, e di sangue , sivolta verso le Marie , che piangono dirottissimamente 1 . Oltre ciò sivede fra loro Veronica , che stende le braccia , porgendogli un panno »con un assetto di carità grandissima . Senza che l’opera è piena d’armatia cavallo , ed a piede , i quali sboccano suora della porta di Qerusalem-rne, con gli stendardi della giustizia in mano , in attitudini varie , ebellissime . Questa tavola finita del tutto, ma non condotta ancora al suoluogo, su vicinissima a capitar male, perciocché, secondo che e’ dicono ,essendo ella messa in mare per estere portata in Palermo , una orribiletempesta percosse ad uno scoglio la nave , chela portava, di manierache tutta si aperse, e si perderono gli uomini, e le mercanzie , eccettoquesta tavola solamente , che così incassila , come era , fu portata dalmare in quel di Genova ; dove ripescata , e tirata in terra, su vedutaessere cosa divina , e per questo messa in custodia, essendosi mantenu-ta illesa , e senza macchia , o difetto alcuno, perciocché sino la furiade' venti, e Tonde del mare ebbono rispetto alla bellezza di tal’ ope-ra ; della quale divulgandosi poi la fama , procacciarono i monaci diriaverla, ed appena che con favori del Papa ella su renduta loro , chesatisfecero , e bene , coloro, che T avevano salvata . Rimbarcatala dun-que di nuovo , e condottola pure in Sicilia , la posero in Palermo, nelqual luogo ha più fama , e riputazione , che '1 monte di Vulcano 2 * Men-tre che Raffaello lavorava queste opere , le quali non poteva mancaredi fare , avendo a servire per persone grandi, e segnalate; oltra cheancora per qualche interesse particolare non poteva disdire ; non restavaperò con tutto questo di seguitare T ordine , eh’ egli aveva cominciatodelle camere del Papa , e delle sale ; nelle quali del continuo tenevadelle genti, che con i disegni suoi medesimi gli tiravano inanzi T opera,ed egli continuamente rivedendo ogni cosa, suppliva con tutti quegli aju-ti migliori, eh’ egli più poteva, ad un peso così fatto. Non passò dunquemolto , eh’ egli scoperse la camera di torre Borgia , nella quale avevafatto in ogni seccia una storia , due sopra le finestre, e due altre in quel - sle libere . Era in uno lo incendio di Borgo vecchio di Roma, che non incendio di Vergepotendosi spegnere il fuoco , s. Leone IV* si fa alla loggia di palazzo , z setto Leone iv.con la benedizione lo estingue interamente 3 ; nella quale storia si veg-gono diversi pericoli figurati. Da una parsevi sono semine, che dalla
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1 Abbiamo di una simile istoriauna stampa in grande intagliatanel 1519. da Agostino Venezianomolto bella ; ma non saprei dire,se sia tratta da questa tavola, odaun disegno , o pensiero fatto per lamedesima.
2 Cioè il monte Etna . Di qui si
vede , che il Vasari scriveva allabuona senza curarsi di far T erudi-to nelle cose , che non riguardava-no le sue professioni. Questa tavo-la è nella cappella del re di Spagna .
3 Ne abbiamo una buona stampaintagliata da Filippo Tomasin daTroja.