H4 Terza Parte.
colo , il Nettunno , e la santa Cecilia , quando bolle nell’ olio. Fecepoi Marco Antonio per Raffaello un numero di stampe , le quali Raffael-lo donò poi al Baviera suo garzone , ch’aveva cura d’ una sua donna ,la quale Raffaello amò sino alla morte , e di quella fece un ritratto bel-lissimo , che pareva viva viva , il qual è oggi in Fiorenza appresso ilgentilissimo Matteo Botti 1 , mercante Fiorentino , amico, e familiared’ ogni persona virtuosa , e massimamente de i pittori ; tenuta da lui,come reliquia per l’amore, eh’egli porta ali’arte, e particolarmen-* te a Raffaello . Nè meno di lui stima l’opere dell’ arte nostra, e gli atte-
sici , il fratello suo Simon Botti, che oltre lo esser tenuto da tutti noiper uno de’ più amorevoli, che facciano beneficio a gli uomini di que-ste professioni , è da me in particolare tenuto, e stimato per il miglio-re , e maggiore amico , che si possa per lunga esperienza aver caro »oltra il giudizio buono, eh’ egli ha , e mostra nelle cose dell’ arte. Maper tornare alle stampe , il favorire Raffaello il Baviera su cagione ,che si destasse poi Marco da Ravenna , ed altri infiniti, per sì fattomodo che le stampe in rame fecero della carestia loro quella copia ,UzoJ* Carpiinvtn- c ^ ie presente veggiamo ; perché Ugo da Carpi 2 , con belle invenzio-ter delle /lampe a tre ni, avendo il cervello volto a cose ingegnose , e fantastiche, trovòUgni per jttgtre il }q stampe di legno, che con tre stampe possono il mezzo , il lume , ee tarojdiro, l’ombra contraffare delle carte di chiaroscuro , la quale certo su coladi bella, e capricciosi invenzione ; e di queste ancora è poi venuta ab-bondanza , come si dirà nella vita di Marcantonio Bolognese più minu-Tavol» per Palermo tamente • Fece poi Raffaello per il monasterio di Palermo, detto santatrascritta dtlla-i Maria dello Spalmo , de’ frati di monte Uliveto , una tavola d’ untempesta a Genova,e Cristo , che porta la croce, la quale è tenuta cosa maravigliosa; co-^ntlmme in Sicilia, folcendosi in quella la impietà de’ crocifissori, che lo conducono allamorte al monte Calvario con grandissima rabbia , dove il Cristo appasi
siona-
Contravvenisse al patto . Ma nonne dicendo niente il Vasari nellaVita di Marcantonio , può essereche sia una favola . Questa mede-sima Strage degli Innocenti fu in-tagliata in piccolo con la felcetta.Anche il Cenacolo , e il Nettunocon molte storîette intorno trattedal!' Eneide , furono intagliati daMarcantonio , e la s. Felicità , cioèil martirio di lei , e de' figliuoli,che il Vasari ha preso per una5. Cecilia , che bolle nell’ olio , nonavvertendo , che nella carta si veg-gono intorno alla Santa i corpi, ele teste staccate de’ suoi figliuoli ,e che s. Cecilia non fu messa nell’■olio bollente.
1 Nel palazzo dell’ Eccellenti^fimo Sig. Principe di Palestrina èuna mezza figura nuda, che si diceessere l’innamorata di Raffaello di-pinta da lui. In effetto vi è il suonome scritto in un’ armilla , cheha nel braccio destro . Il coloritoper altro s’accosta più a quello diGiulio Romano . Quivi è di questoritratto anche una copia, che parfatta nel medesimo tempo .
2 Della maniera d’ intagliared’Ugo da Carpi si vegga il Baldi-nucci a cart. 5. del proemio del suolibro intitolato : „ Cominciamento,„ e progresso dell’arte d’intagliare„ in rame . Firenze 1686.