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Tomo secondo.
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Vita di Raffaello da Urbino. 123

tutti hanno animali appropriati alla natura loro : pittura» e poesìa ve-ramente bellissima . Fecevi fare da Giovanni da Udine un ricinto allestorie d’ogni sorta fiori, foglie » e frutte in festoni » che non possonoesser più belli. Fece 1* ordine delle architetture delle stalle de’ Ghigi r disegni d 1 tir-e nella chiesi di santa Maria del Popolo sordine della cappella d’ A- ckitettura*gostino 1 sopraddetto , nella quale , oltre che la dipinse 2 , diede ordine,che si facesse una maravigliosa sepoltura ; ed a Lorenzetto soultor Fio-rentino i fece lavorar due figure , che sono ancora in casa sua al ma-cello de’ corbi in Roma 4 . Ma la morte di Raffaello, e poi quella d’A-gostino fu cagione » che tal cosa si desse a Sebastiano Viniziano^ . EraRassesto in tanta grandezza venuto » che Leone X. ordinò » eh’ egli co-minciasse la sala grande di sopra » dove sono le vittorie di Costantino» Dipinge U gran salaalla quale egli diede principio 5 . Similmente venne volontà al Papa difar panni d’ arazzi ricchissimi d’oro , e di seta in filaticci x perchéRaffaello fece in propria forma, e grandezza di tutti di sua mano 1 E*»' cartoni per glicartoni coloriti, i quali furono mandati in Fiandra a tessersi, e finiti, i * r * MÌ M Vaticane,

Qjfc panni

dal Bernino eccellentemente ne’tempi posteriori . Il (stona è in-tagliato nella raccolta di statue delMaffei presso il de’ Rossi .

5 Anche di questo pittore abbia-mo la Vita scritta dal Vasari inquesto tomo .

6 La battaglia di Costantinocontro Massenzio su intagliata mol-to- bene da Pietro Aquila . Oltrequesto, tutto l’imbasamento delledette stanze, e altre pitture fattea chiaroscuro per lo più da Po-lidoro, furono intagliate da PietroSanti Bartoli ad acquaforte mi-rabilmente , quanto si possa dir mai,

Questa battaglia fu anche intaglia-ta prima , che dall’ Aquila , da(sto. Battista de’ Cavalieri Laghe-rino , e in Anversa da Martino Pe-trejo , e in più grande da PietroScalbergio , come ho detto . Il di-segno dr questa battaglia su por-tato d’Italia in Francia nel 1715.dal Sig. Crozat . Era stato in po-tere del Malvasia y che ne fa men-zione nella parte terza a cart. 522.dicendo esser’ egli il capo principa-le della sua raccolta»

1 Cioè Agostino Ghigi.

2 Veramente in questa cappellanon ci è pittura veruna di Raf-faello . Il Vaiar! vorrà dire, chenella cupola fono alcune mezze fi-gure , che rappresentano le deità rda cui si denominano i pianeti , fat-te di mosaico , ma su’ cartoni diRaffaello , i disegni delle quali fi-gure sono intagliati in rame daldetto Niccolò Dorigny . Queste fi-gure non son proprie d’ un luogosacro, ma Raffaello si lasciò guida-re da’ poeti del tempo di Leone X.

3 Di Lorenzetto si troverà laVita più a basso in questo stesso-tomo .

4 Queste due statue sono statecollocate nelle nicchie di questacappella fatte a questo effetto . IlGiona è una di queste statue , edè tanto perfetta , che non ha in-vidia a una delle belle statue Gre-che , e si crede, che gliela disegnas-se Raffaelle . La balena non par dimarmo , tanto è ben’ espresso il te-nerume del pesce . L’ altra statuanon è del tutto terminata . Ed es-sendo quattro le nicchie , nell’ al-tre due sono state fatte le statue